an online Instagram web viewer

#visitpwics medias

Photos

🚤☀️
🚤☀️
Tu dici non ho niente 
Ti sembra niente il sole? 
La vita 
L'amore
Tu dici non ho niente Ti sembra niente il sole? La vita L'amore
Carpe diem
Carpe diem
Quante le foto scattate su questa caletta e quanti scatti ancora uguali ci saranno.Tutto rimarrà immutato,solo la gente e le generazioni si susseguiranno in questo scorcio senza fine •La bellezza non ha tempo•
Quante le foto scattate su questa caletta e quanti scatti ancora uguali ci saranno.Tutto rimarrà immutato,solo la gente e le generazioni si susseguiranno in questo scorcio senza fine •La bellezza non ha tempo•
🇦🇺Set under the arcades of the Procuratie Nuove in St. Mark’s Square, Venice, Caffè Florian may rightfully claim to be one of the city’s symbols. Opened on December 29th 1720 by Floriano Francesconi under the name “alla Venezia Trionfante”, or Triumphant Venice, it soon became known by its patrons as “Florian’s”, the most famous “bottega da caffè” (café) of the day frequented by important people as D’annunzio, Goldoni or Casanova. 🇮🇹In posizione prestigiosa sotto i portici delle Procuratie Nuove in Piazza San Marco a Venezia, il Caffè Florian è il più antico Caffè italiano e rappresenta un simbolo della città. Inaugurato il 29 dicembre 1720 da Floriano Francesconi con il nome “Alla Venezia Trionfante”, fu rapidamente ribattezzato dagli avventori semplicemente Florian, dal nome del suo proprietario, diventando la più famosa “bottega da caffè”, frequentata da personaggi illustri come Casanova, Goldoni, Canaletto e Guardi.

#weareitaliantravellers 🇦🇺Have you been to Venice before?
🇮🇹siete mai stati a venezia ?

#citybestpics #globeltravel #luxuryworldtraveler #worldtravelpics #instaitalia #italyvacations #wonderfulplaces #beautifuldestinations #bestvacations  #whatitalyis #browsingitaly #italian_place #beautifulplanet #nakedplanet #igersitalia #visitpwics #earthpix #discoverearth #veneziaunica #visitveneto #visitvenice #venezia #veneziaunica #wanderlust #instapassport #exploretheworld #travel #travelgram #neverstopexploring
🇦🇺Set under the arcades of the Procuratie Nuove in St. Mark’s Square, Venice, Caffè Florian may rightfully claim to be one of the city’s symbols. Opened on December 29th 1720 by Floriano Francesconi under the name “alla Venezia Trionfante”, or Triumphant Venice, it soon became known by its patrons as “Florian’s”, the most famous “bottega da caffè” (café) of the day frequented by important people as D’annunzio, Goldoni or Casanova. 🇮🇹In posizione prestigiosa sotto i portici delle Procuratie Nuove in Piazza San Marco a Venezia, il Caffè Florian è il più antico Caffè italiano e rappresenta un simbolo della città. Inaugurato il 29 dicembre 1720 da Floriano Francesconi con il nome “Alla Venezia Trionfante”, fu rapidamente ribattezzato dagli avventori semplicemente Florian, dal nome del suo proprietario, diventando la più famosa “bottega da caffè”, frequentata da personaggi illustri come Casanova, Goldoni, Canaletto e Guardi. #weareitaliantravellers  🇦🇺Have you been to Venice before? 🇮🇹siete mai stati a venezia ? #citybestpics  #globeltravel  #luxuryworldtraveler  #worldtravelpics  #instaitalia  #italyvacations  #wonderfulplaces  #beautifuldestinations  #bestvacations  #whatitalyis  #browsingitaly  #italian_place  #beautifulplanet  #nakedplanet  #igersitalia  #visitpwics  #earthpix  #discoverearth  #veneziaunica  #visitveneto  #visitvenice  #venezia  #veneziaunica  #wanderlust  #instapassport  #exploretheworld  #travel  #travelgram  #neverstopexploring 
📷@_davidezotti
📍 #Torino
⠀
Il sogno dei tifosi bianconeri, e la speranza di tutti gli altri di vederlo nel campionato italiano, è diventato realtà: Cristiano Ronaldo è un giocatore della Juve. Dopo il blitz del presidente Andrea Agnelli in Grecia, dove CR7 sta trascorrendo le vacanze, è arrivato anche il via libera del Real Madrid per la cessione dell’attaccante portoghese. Il lungo lavoro diplomatico del procuratore Jorge Mendes per trovare una soluzione ha portato i suoi frutti: Florentino Perez ha accettato il divorzio dal fuoriclasse e l’offerta da 105 milioni di euro della Juve.
Il colpo del secolo diventa ufficiale con il comunicato del Real Madrid, che saluta Ronaldo con tutti gli onori del caso e la precisazione fondamentale per Perez. «In accordo con la volontà - c’è scritto - e le richieste avanzate dal giocatore, il Real ha raggiunto un’intesa per il trasferimento del giocatore alla Juventus. Per il Real Cristiano Ronaldo sarà sempre uno dei grandi simboli e un riferimento unico per le prossime generazioni: il Real sarà sempre la sua casa». E lo stesso Ronaldo ha voluto salutare i tifosi con una lettera aperta per ringraziare tutto il mondo Real. ⠀
A distanza di molti anni dal quel 1984 in cui arrivò Maradona, il più forte giocatore di calcio del pianeta sceglie il nostro paese. Merito della società piemontese che aiuta non solo se stessa ma tutto il calcio italiano.
La speranza è che ora anche altri campioni approdino nella nostra serie A, come fecero all’epoca Platini, Socrates, Careca, Falcao e molti altri.
Ronaldo alla Juve è il colpo di questo secolo. Fatto il passo, firmati i contratti che impegnano centinaia e centinaia di milioni per i prossimi anni, non resta che giocare, divertirsi e aspettare i gol di uno che solitamente ne fa una cinquantina all’anno e che ha vinto tra tutto quello che poteva vincere, che si è innalzato allo stesso livello di Messi e che probabilmente in questo momento lo ha anche superato.
La ruota gira, si ricomincia, il grande calcio forse è davvero tornato a casa. La maglietta bianconera di Ronaldo col numero 7 già si vede in giro.
Anche i sogni impossibili possono realizzarsi.
⠀
📝 #ig_italia #cr7 #juve #madrid
📷@_davidezotti 📍 #Torino  ⠀ Il sogno dei tifosi bianconeri, e la speranza di tutti gli altri di vederlo nel campionato italiano, è diventato realtà: Cristiano Ronaldo è un giocatore della Juve. Dopo il blitz del presidente Andrea Agnelli in Grecia, dove CR7 sta trascorrendo le vacanze, è arrivato anche il via libera del Real Madrid per la cessione dell’attaccante portoghese. Il lungo lavoro diplomatico del procuratore Jorge Mendes per trovare una soluzione ha portato i suoi frutti: Florentino Perez ha accettato il divorzio dal fuoriclasse e l’offerta da 105 milioni di euro della Juve. Il colpo del secolo diventa ufficiale con il comunicato del Real Madrid, che saluta Ronaldo con tutti gli onori del caso e la precisazione fondamentale per Perez. «In accordo con la volontà - c’è scritto - e le richieste avanzate dal giocatore, il Real ha raggiunto un’intesa per il trasferimento del giocatore alla Juventus. Per il Real Cristiano Ronaldo sarà sempre uno dei grandi simboli e un riferimento unico per le prossime generazioni: il Real sarà sempre la sua casa». E lo stesso Ronaldo ha voluto salutare i tifosi con una lettera aperta per ringraziare tutto il mondo Real. ⠀ A distanza di molti anni dal quel 1984 in cui arrivò Maradona, il più forte giocatore di calcio del pianeta sceglie il nostro paese. Merito della società piemontese che aiuta non solo se stessa ma tutto il calcio italiano. La speranza è che ora anche altri campioni approdino nella nostra serie A, come fecero all’epoca Platini, Socrates, Careca, Falcao e molti altri. Ronaldo alla Juve è il colpo di questo secolo. Fatto il passo, firmati i contratti che impegnano centinaia e centinaia di milioni per i prossimi anni, non resta che giocare, divertirsi e aspettare i gol di uno che solitamente ne fa una cinquantina all’anno e che ha vinto tra tutto quello che poteva vincere, che si è innalzato allo stesso livello di Messi e che probabilmente in questo momento lo ha anche superato. La ruota gira, si ricomincia, il grande calcio forse è davvero tornato a casa. La maglietta bianconera di Ronaldo col numero 7 già si vede in giro. Anche i sogni impossibili possono realizzarsi. ⠀ 📝 #ig_italia  #cr7  #juve  #madrid 
📷 @anakena88
📍#Ischia
⠀
Ischia è l’isola più grande del Golfo di Napoli e la sua origine vulcanica la rende una vera e propria oasi di benessere. Prima colonia della Magna Grecia, racchiude in sé un patrimonio culturale e naturalistico davvero ineguagliabile.
Il simbolo dell’isola è l’imponente Castello Aragonese, che sorge su di isolotto a Ischia Ponte, pittoresco borgo di pescatori che ancora oggi conserva un forte fascino con i suoi vicoli colorati e i tanti ristorantini dove gustare ottimi piatti di pesce sempre fresco.

I parchi termali sono però la vera attrazione dell’isola: la rigogliosa macchia mediterranea fa da sfondo alle numerose piscine dove ritrovare il giusto benessere psico-fisico con bagni e trattamenti rigeneranti. Da non perdere anche l’incantevole Sant’Angelo,  borgo marinaro ma nello stesso tempo chic, dove trovare boutique di lusso e locali raffinati. Per gli amanti del trekking e delle passeggiate l’isola svela il suo volto avventuriero grazie ai percorsi che raggiungono la vetta più alta, il Monte Epomeo, ma anche verdissime pinete e terrazzamenti dai quali si potrà ammirare l'intero Golfo di Napoli e le isole Pontine.

L'isola verde è l a meta ideale per chi desidera vivere una vacanza a 360 gradi, tra relax, mare, montagna, terme e sapori. Ed è proprio quest'ultimo uno degli aspetti più piacevoli dell'isola: l'offerta enogastronomica è ricca e piena di storia! Un panorama enologico e gastronimico d’eccellenza che negli ultimi anni ha saputo regalare molti chef stellati, come nel caso di Nino Di Costanzo (Danì Maison - 2 stelle Michelin) e Pasquale Palamaro (Indaco - 1 stella Michelin).
⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @anakena88 📍#Ischia  ⠀ Ischia è l’isola più grande del Golfo di Napoli e la sua origine vulcanica la rende una vera e propria oasi di benessere. Prima colonia della Magna Grecia, racchiude in sé un patrimonio culturale e naturalistico davvero ineguagliabile. Il simbolo dell’isola è l’imponente Castello Aragonese, che sorge su di isolotto a Ischia Ponte, pittoresco borgo di pescatori che ancora oggi conserva un forte fascino con i suoi vicoli colorati e i tanti ristorantini dove gustare ottimi piatti di pesce sempre fresco. I parchi termali sono però la vera attrazione dell’isola: la rigogliosa macchia mediterranea fa da sfondo alle numerose piscine dove ritrovare il giusto benessere psico-fisico con bagni e trattamenti rigeneranti. Da non perdere anche l’incantevole Sant’Angelo,  borgo marinaro ma nello stesso tempo chic, dove trovare boutique di lusso e locali raffinati. Per gli amanti del trekking e delle passeggiate l’isola svela il suo volto avventuriero grazie ai percorsi che raggiungono la vetta più alta, il Monte Epomeo, ma anche verdissime pinete e terrazzamenti dai quali si potrà ammirare l'intero Golfo di Napoli e le isole Pontine. L'isola verde è l a meta ideale per chi desidera vivere una vacanza a 360 gradi, tra relax, mare, montagna, terme e sapori. Ed è proprio quest'ultimo uno degli aspetti più piacevoli dell'isola: l'offerta enogastronomica è ricca e piena di storia! Un panorama enologico e gastronimico d’eccellenza che negli ultimi anni ha saputo regalare molti chef stellati, come nel caso di Nino Di Costanzo (Danì Maison - 2 stelle Michelin) e Pasquale Palamaro (Indaco - 1 stella Michelin). ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #ig_italia_borghiecitta  #italy 
📷 @stefanotermanini
📍#ValDiFunes
⠀
La Val di Funes è un vero gioiello: piccola, accogliente, verdeggiante, dal rio di Funes fino agli alpeggi ai piedi dei Monti Pallidi. E' sempre un'emozione vedere improvvisamente gli enormi coni di ghiaia grigia sovrastati da pareti a strapiombo, spuntoni rocciosi e cime che, a seconda dell'ora, assumono una colorazione ocra, pallida, rosa o rosso rame.

Il sole trasforma le Odle in uno spettacolo di colori. I tre invitanti paesini del fondovalle sono Tiso, San Pietro e Santa Maddalena. Ottimamente attrezzata per il turismo sia estivo che invernale e per accogliere escursionisti e alpinisti, la Val di Funes, con i suoi innumerevoli sentieri e ferrate, i gioghi montuosi, i suoi circhi glaciali e le sue cime, è un vero e proprio paradiso per gli amanti della montagna.

Dovete sfruttare a fondo tutto l'ampio ventaglio di possibilità offertevi, ascoltare le bande musicali, partecipare alle feste e imparare a conoscere le usanze della valle: in Val di Funes le vacanze sono una vera gioia!
⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy

serenellacarosella

Autotrani@europeassistance.it
📷 @stefanotermanini 📍#ValDiFunes  ⠀ La Val di Funes è un vero gioiello: piccola, accogliente, verdeggiante, dal rio di Funes fino agli alpeggi ai piedi dei Monti Pallidi. E' sempre un'emozione vedere improvvisamente gli enormi coni di ghiaia grigia sovrastati da pareti a strapiombo, spuntoni rocciosi e cime che, a seconda dell'ora, assumono una colorazione ocra, pallida, rosa o rosso rame. Il sole trasforma le Odle in uno spettacolo di colori. I tre invitanti paesini del fondovalle sono Tiso, San Pietro e Santa Maddalena. Ottimamente attrezzata per il turismo sia estivo che invernale e per accogliere escursionisti e alpinisti, la Val di Funes, con i suoi innumerevoli sentieri e ferrate, i gioghi montuosi, i suoi circhi glaciali e le sue cime, è un vero e proprio paradiso per gli amanti della montagna. Dovete sfruttare a fondo tutto l'ampio ventaglio di possibilità offertevi, ascoltare le bande musicali, partecipare alle feste e imparare a conoscere le usanze della valle: in Val di Funes le vacanze sono una vera gioia! ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  serenellacarosella Autotrani@europeassistance.it
📷 @federicola
📍#PolignanoAMare

Polignano a Mare, la “Sorrento di Puglia” , non starebbe là dove si trova oggi se un falchetto non avesse scelto di fermarsi proprio su quello scoglio. Ce lo dice la leggenda, secondo cui la flotta di Gaio Mario fu sorpresa da una tempesta mentre veleggiava in soccorso di Catulo. Il console romano liberò allora il suo falchetto: dove si fosse posato, lì lui e i suoi uomini avrebbero preso riparo e fondato una nuova città. Il falchetto atterrò sul dirupo di Polignano a Mare. E lì, da più di venti secoli, sta ancora, impresso e ricordato per sempre nello stemma della città di Polignano a Mare.

Se la leggenda aleggia accarezzando il mito, la storia tiene i piedi per terra e attribuisce la paternità della fondazione a Dionisio il Giovane, nel IV secolo a.C., che su questo sperone di roccia istituì un presidio per garantirsi la sicurezza delle rotte commerciali e militari in Adriatico. In realtà l’origine di Polignano a Mare potrebbe essere ancora più antica, visto che in tutta l’area del sud est barese sono state trovate tracce di vita organizzata risalenti al Neolitico: la vicinanza ai corsi d’acqua ed il clima mite incoraggiarono fin da allora gli insediamenti umani. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy  #polignano #italia
📷 @federicola 📍#PolignanoAMare  Polignano a Mare, la “Sorrento di Puglia” , non starebbe là dove si trova oggi se un falchetto non avesse scelto di fermarsi proprio su quello scoglio. Ce lo dice la leggenda, secondo cui la flotta di Gaio Mario fu sorpresa da una tempesta mentre veleggiava in soccorso di Catulo. Il console romano liberò allora il suo falchetto: dove si fosse posato, lì lui e i suoi uomini avrebbero preso riparo e fondato una nuova città. Il falchetto atterrò sul dirupo di Polignano a Mare. E lì, da più di venti secoli, sta ancora, impresso e ricordato per sempre nello stemma della città di Polignano a Mare. Se la leggenda aleggia accarezzando il mito, la storia tiene i piedi per terra e attribuisce la paternità della fondazione a Dionisio il Giovane, nel IV secolo a.C., che su questo sperone di roccia istituì un presidio per garantirsi la sicurezza delle rotte commerciali e militari in Adriatico. In realtà l’origine di Polignano a Mare potrebbe essere ancora più antica, visto che in tutta l’area del sud est barese sono state trovate tracce di vita organizzata risalenti al Neolitico: la vicinanza ai corsi d’acqua ed il clima mite incoraggiarono fin da allora gli insediamenti umani. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #polignano  #italia 
📷 @filila78
📍#Baunei
⠀
Buongiorno ragazzi, ci sono tanti angoli della Sardegna che magari anche noi che ci viviamo non conosciamo. Eppure sono luoghi unici e meravigliosi, che meriterebbero una visita. Come, ad esempio, le Piscine di Venere, un angolo di paradiso incastonato nello splendido Golfo di Orosei, tra le splendide falesie che caratterizzano quella parte della Sardegna. Il mare in questo tratto assume un colore incredibile… 
Le Piscine di Venere si trovano tra Cala Sisine e Cala Mariolu, sono raggiungibili solo via mare, ma una volta lì si rimane estasiati dal color turchese dell’acqua, dalla parete calcarea che ci sovrasta e, se la fortuna è dalla nostra, si può anche formare una piccola spiaggia di sabbia bianchissima che rende questo luogo ancora più bello e unico.
⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta
📷 @filila78 📍#Baunei  ⠀ Buongiorno ragazzi, ci sono tanti angoli della Sardegna che magari anche noi che ci viviamo non conosciamo. Eppure sono luoghi unici e meravigliosi, che meriterebbero una visita. Come, ad esempio, le Piscine di Venere, un angolo di paradiso incastonato nello splendido Golfo di Orosei, tra le splendide falesie che caratterizzano quella parte della Sardegna. Il mare in questo tratto assume un colore incredibile… Le Piscine di Venere si trovano tra Cala Sisine e Cala Mariolu, sono raggiungibili solo via mare, ma una volta lì si rimane estasiati dal color turchese dell’acqua, dalla parete calcarea che ci sovrasta e, se la fortuna è dalla nostra, si può anche formare una piccola spiaggia di sabbia bianchissima che rende questo luogo ancora più bello e unico. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #ig_italia_borghiecitta 
📷 @dorpell
📍Verona
Segnata da diverse epoche, Verona racconta con le sue architetture, l'avvicendarsi di varie dominazioni: dall'insediamento romano, all'età dei comuni, all'epoca della Signoria degli Scaligeri fino alle dominazioni veneziana e asburgica. 
Nella centralissima Piazza Bra si erge maestosa l'Arena, l'anfiteatro romano che ospita da decenni la prestigiosa stagione lirica estiva. Sul "liston", il largo marciapiede che segue l'andamento della piazza, si affacciano Palazzo Barbieri e della Gran Guardia mentre altri edifici nobiliari ospitano i locali solitamente frequentati da veronesi e turisti da tutto il mondo. 
Poco distante la Casa di Giulietta, con il famoso balcone, accoglie migliaia di visitatori affascinati dalla storia di Romeo e Giulietta, i due amanti della famosissima tragedia di Shakespeare.

Piacevole è passeggiare in Piazza delle Erbe, mescolandosi alla gente che anima quotidianamente il mercato cittadino. Per fare un salto nel passato, nel periodo di massimo splendore della Signoria Scaligera basta andare in Piazza dei Signori e ammirare Palazzo di Cangrande e la Loggia di Fra Giocondo, Palazzo di Cansignorio e Palazzo della Ragione.
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy  #verona
📷 @dorpell 📍Verona Segnata da diverse epoche, Verona racconta con le sue architetture, l'avvicendarsi di varie dominazioni: dall'insediamento romano, all'età dei comuni, all'epoca della Signoria degli Scaligeri fino alle dominazioni veneziana e asburgica. Nella centralissima Piazza Bra si erge maestosa l'Arena, l'anfiteatro romano che ospita da decenni la prestigiosa stagione lirica estiva. Sul "liston", il largo marciapiede che segue l'andamento della piazza, si affacciano Palazzo Barbieri e della Gran Guardia mentre altri edifici nobiliari ospitano i locali solitamente frequentati da veronesi e turisti da tutto il mondo. Poco distante la Casa di Giulietta, con il famoso balcone, accoglie migliaia di visitatori affascinati dalla storia di Romeo e Giulietta, i due amanti della famosissima tragedia di Shakespeare. Piacevole è passeggiare in Piazza delle Erbe, mescolandosi alla gente che anima quotidianamente il mercato cittadino. Per fare un salto nel passato, nel periodo di massimo splendore della Signoria Scaligera basta andare in Piazza dei Signori e ammirare Palazzo di Cangrande e la Loggia di Fra Giocondo, Palazzo di Cansignorio e Palazzo della Ragione. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #verona 
📷 @sebastianmzh
📍 #Burano

Una delle più famose leggende di Burano narra che un antico pescatore promesso sposo, durante un'uscita in mare verso l'oriente, venne tentato dal canto delle sirene. L'uomo resistendo ai loro incanti, ricevette un dono dalla regina, rimasta affascinata dalla fedeltà di costui. La sirena colpì con la coda il fianco della nave e dalla schiuma, creatasi dal movimento dell'acqua, formò il velo nuziale per la giovane sposa.
Arrivato il giorno delle nozze, consegnò il dono alla sua fidanzata, la quale fu ammirata ed invidiata da tutte le giovani dell'isola e costoro cominciarono ad imitare il merletto del suo velo utilizzando ago e filo sempre più sottile, sperando così di creare un ricamo ancora più bello per il loro abito da sposa.
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy  #burano
📷 @sebastianmzh 📍 #Burano  Una delle più famose leggende di Burano narra che un antico pescatore promesso sposo, durante un'uscita in mare verso l'oriente, venne tentato dal canto delle sirene. L'uomo resistendo ai loro incanti, ricevette un dono dalla regina, rimasta affascinata dalla fedeltà di costui. La sirena colpì con la coda il fianco della nave e dalla schiuma, creatasi dal movimento dell'acqua, formò il velo nuziale per la giovane sposa. Arrivato il giorno delle nozze, consegnò il dono alla sua fidanzata, la quale fu ammirata ed invidiata da tutte le giovani dell'isola e costoro cominciarono ad imitare il merletto del suo velo utilizzando ago e filo sempre più sottile, sperando così di creare un ricamo ancora più bello per il loro abito da sposa. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #burano 
📸 @marcoliuc
📍#Napoli

L’origine della fondazione di Napoli è legata a miti e racconti molto antichi. Neapolis, fondata dai greci nel IV secolo a. C., è legata alla leggenda della Sirena Partenope, narrata da Omero nel XII canto dell’Odissea. La leggenda racconta che tre sirene scelgono di morire per la delusione di non essere riuscite a fermare il marinaio Ulisse, pur estasiato dal loro canto. Il corpo che il mare depone sul lido dì Megaride, la piccola penisola dove ora si trova Castel dell’Ovo, è appunto quello di una delle tre sirene, Partenope, e di qui il nome alla città che nasce.

Fin dalla sua fondazione, la città di Napoli è stata punto di incontro di popoli e culture diverse. La conquistarono e abitarono prima i Greci, poi i Sanniti, i Romani, i Bizantini. Nel Medioevo si avvicendarono al potere gli Svevi, i Normanni e gli Angioini; nel Rinascimento gli Aragonesi e, successivamente, gli Spagnoli e gli Austriaci. Nel XVIII sec. i Borbone promossero la rinascita del Regno di Napoli che divenne indipendente nel 1734 con il re Carlo III; dopo la parentesi napoleonica e la Restaurazione, dal 1861 le vicende di Napoli si sono fuse con la storia dell’Italia unita. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy  #roma
📸 @marcoliuc 📍#Napoli  L’origine della fondazione di Napoli è legata a miti e racconti molto antichi. Neapolis, fondata dai greci nel IV secolo a. C., è legata alla leggenda della Sirena Partenope, narrata da Omero nel XII canto dell’Odissea. La leggenda racconta che tre sirene scelgono di morire per la delusione di non essere riuscite a fermare il marinaio Ulisse, pur estasiato dal loro canto. Il corpo che il mare depone sul lido dì Megaride, la piccola penisola dove ora si trova Castel dell’Ovo, è appunto quello di una delle tre sirene, Partenope, e di qui il nome alla città che nasce. Fin dalla sua fondazione, la città di Napoli è stata punto di incontro di popoli e culture diverse. La conquistarono e abitarono prima i Greci, poi i Sanniti, i Romani, i Bizantini. Nel Medioevo si avvicendarono al potere gli Svevi, i Normanni e gli Angioini; nel Rinascimento gli Aragonesi e, successivamente, gli Spagnoli e gli Austriaci. Nel XVIII sec. i Borbone promossero la rinascita del Regno di Napoli che divenne indipendente nel 1734 con il re Carlo III; dopo la parentesi napoleonica e la Restaurazione, dal 1861 le vicende di Napoli si sono fuse con la storia dell’Italia unita. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #roma 
Infrared photography
dolcefoto.es
Infrared photography dolcefoto.es
📷 @effortlyss
📍#Capri
⠀
L'isola di Capri è fra i luoghi più pittoreschi e più visitati della Campania. La sua bellezza e la sua fama sono note da tempi lontani quando gli antichi l'avevano legata ai miti di Ulisse e delle Sirene e ancora oggi attrae i numerosissimi visitatori che fanno dei suoi panorami mozzafiato la meta più ambìta.
L'isola è di origine carsica, separata dalla terraferma da uno stretto, e presenta numerosi rilievi fra cui quello di Anacapri che ne è il principale. Il mare da cui emerge è particolarmente profondo, le coste sono aspre, frastagliate e ricchissime di grotte fra le quali la più famosa è la Grotta Azzurra, ma ciò che colpisce di più, a picco nel mare, sono i celebri faraglioni, piccoli isolotti rocciosi dalle forme più variegate, che sembrano emergere dalle acque azzurre e profonde puntati verso il cielo.
Il fenomeno del bradisismo, cioè il continuo alzarsi ed abbassarsi delle maree, presente anche nella Grotta Azzurra, fa sì che resti di epoca romana un tempo sulla terraferma, ora quasi del tutto sommersi, si possano vedere spuntare dall'acqua.

Capri per i Greci e per i Romani era l'isola delle capre, a questo si deve il suo nome. I Greci la colonizzarono e divenne un possedimento di Napoli, poi l'imperatore Augusto, in visita nell'isola, vide fiorire un ramo secco e fece di tutto per ottenerla da Napoli in cambio di Ischia. Anche l'imperatore Tiberio se ne innamorò e ne fece il suo rifugio costruendovi più ville, forse dodici, secondo gli autori latini; in realtà, a testimonianza della sua presenza, resta oggi la sua villa lussuosa dedicata a Giove, un delizioso esilio volontario, da cui continuava a governare l'impero.
⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @effortlyss 📍#Capri  ⠀ L'isola di Capri è fra i luoghi più pittoreschi e più visitati della Campania. La sua bellezza e la sua fama sono note da tempi lontani quando gli antichi l'avevano legata ai miti di Ulisse e delle Sirene e ancora oggi attrae i numerosissimi visitatori che fanno dei suoi panorami mozzafiato la meta più ambìta. L'isola è di origine carsica, separata dalla terraferma da uno stretto, e presenta numerosi rilievi fra cui quello di Anacapri che ne è il principale. Il mare da cui emerge è particolarmente profondo, le coste sono aspre, frastagliate e ricchissime di grotte fra le quali la più famosa è la Grotta Azzurra, ma ciò che colpisce di più, a picco nel mare, sono i celebri faraglioni, piccoli isolotti rocciosi dalle forme più variegate, che sembrano emergere dalle acque azzurre e profonde puntati verso il cielo. Il fenomeno del bradisismo, cioè il continuo alzarsi ed abbassarsi delle maree, presente anche nella Grotta Azzurra, fa sì che resti di epoca romana un tempo sulla terraferma, ora quasi del tutto sommersi, si possano vedere spuntare dall'acqua. Capri per i Greci e per i Romani era l'isola delle capre, a questo si deve il suo nome. I Greci la colonizzarono e divenne un possedimento di Napoli, poi l'imperatore Augusto, in visita nell'isola, vide fiorire un ramo secco e fece di tutto per ottenerla da Napoli in cambio di Ischia. Anche l'imperatore Tiberio se ne innamorò e ne fece il suo rifugio costruendovi più ville, forse dodici, secondo gli autori latini; in realtà, a testimonianza della sua presenza, resta oggi la sua villa lussuosa dedicata a Giove, un delizioso esilio volontario, da cui continuava a governare l'impero. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #ig_italia_borghiecitta  #italy 
📷@stevaleri
📍 #Labro
⠀
A 18 km da Rieti sorge Labro, un borgo pittoresco affacciato sul lago di Piediluco. Qui il tempo sembra essersi fermato e gli scorci panoramici regalano intense emozioni. Scopriamo questo piccolo gioiello laziale.
Con il suo fascino da cartolina d'epoca, Labro si affaccia sulla valle del Fuscello, abbarbicato sulla sommità di un colle. Alle sue spalle troneggia la catena dei Monti Reatini dove spicca il Terminillo in tutta la sua imponenza. Labro sorge sulle rive del lago di Piediluco che conferisce un'atmosfera romantica a questo borgo medievale rimasto intatto. Il nome potrebbe infatti derivare dal latino "lavabrum", "vasca", "bacino", per via della vicinanza con il lago.
Le prime notizie storiche certe risalgono al 953 quando l'imperatore Ottone I di Germania investì Aldobrandino de' Nobili signore di Labro e gli concesse, oltre al titolo suddetto, il dominio di altri 13 castelli situati tra il Contado di Rieti e il Ducato di Spoleto. Nel XIII secolo Labro entrò nell'orbita del contado reatino. In seguito all'uccisione di un sacerdote da parte di Giovanni de' Nobili, il Papa ordinò la scomunica della famiglia. Per riottenere la salvezza dell'anima, il casato dovette convertire il palazzo nobiliare in una chiesa. Nel 1575 con il matrimonio di Gerolamo de' Nobili e Virginia Vitelleschi, la famiglia assunse la denominazione Nobili Vitelleschi. ⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷@stevaleri 📍 #Labro  ⠀ A 18 km da Rieti sorge Labro, un borgo pittoresco affacciato sul lago di Piediluco. Qui il tempo sembra essersi fermato e gli scorci panoramici regalano intense emozioni. Scopriamo questo piccolo gioiello laziale. Con il suo fascino da cartolina d'epoca, Labro si affaccia sulla valle del Fuscello, abbarbicato sulla sommità di un colle. Alle sue spalle troneggia la catena dei Monti Reatini dove spicca il Terminillo in tutta la sua imponenza. Labro sorge sulle rive del lago di Piediluco che conferisce un'atmosfera romantica a questo borgo medievale rimasto intatto. Il nome potrebbe infatti derivare dal latino "lavabrum", "vasca", "bacino", per via della vicinanza con il lago. Le prime notizie storiche certe risalgono al 953 quando l'imperatore Ottone I di Germania investì Aldobrandino de' Nobili signore di Labro e gli concesse, oltre al titolo suddetto, il dominio di altri 13 castelli situati tra il Contado di Rieti e il Ducato di Spoleto. Nel XIII secolo Labro entrò nell'orbita del contado reatino. In seguito all'uccisione di un sacerdote da parte di Giovanni de' Nobili, il Papa ordinò la scomunica della famiglia. Per riottenere la salvezza dell'anima, il casato dovette convertire il palazzo nobiliare in una chiesa. Nel 1575 con il matrimonio di Gerolamo de' Nobili e Virginia Vitelleschi, la famiglia assunse la denominazione Nobili Vitelleschi. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy 
📷 @tanya_vasilenko
📍#Capri
⠀
Buongiorno ragazzi, sono il simbolo dell'Isola Azzurra, ma non solo: probabilmente sono una delle bellezze naturali d'Italia più famose al mondo. I faraglioni di Capri sono degli imponenti scogli rocciosi che emergono dall'acqua, a pochi metri dalla costa caprese. Quello che forse non sapete è tutta una serie di notizie e curiosità sul loro conto.
Ad esempio, sapevate che i tre faraglioni di Capri hanno un nome? Saetta è quello unito alla terraferma, il più alto con i suoi 109 metri di altezza. Quello di mezzo è chiamato Stella ed ha una cavità centrale lunga 60 metri. Il faraglione più esterno, invece, è chiamato Scopolo. In verità di faraglione ce n'è pure un altro, Monacone, chiamato così per la presenza, fino ai primi anni del XX secolo, della foca monaca.
La sagoma dei faraglioni è chiaramente riconoscibile da vari punti di Capri, dai Giardini di Augusto a Marina Piccola, fino al Monte Solaro, il punto più alto dell'Isola Azzurra con i suoi 589 metri. Anche dal cosiddetto balcone degli innamorati i faraglioni di Capri sono contemplabili in tutta la loro romantica bellezza. Dove si trova? In un ristorante, il Pulalli Wine Bar, situato proprio in piazzetta. Un itinerario immancabile, percorso praticamente da tutti i visitatori, è quello che porta dalla piazzetta di Capri ai faraglioni, che si possono contemplare in tutta la loro maestosità. Bellissimi da vedere, ma come arrivare ai faraglioni di Capri? Semplice: in barca. Dal porto si può noleggiare un'imbarcazione con cui fare il classico giro dell'isola. Una delle primissime tappe, ovviamente, sono i faraglioni, con l'obbligatorio passaggio sotto quello di mezzo.
Infine perché si chiamano faraglioni? Il nome deriva dal termine greco «pharos» che in italiano, di fatto, non ha cambiato significato: faro. Anticamente, infatti, si era soliti accendere sui monti e sulle rocce vicine alla costa dei fuochi di segnalazione per i naviganti.
⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @tanya_vasilenko 📍#Capri  ⠀ Buongiorno ragazzi, sono il simbolo dell'Isola Azzurra, ma non solo: probabilmente sono una delle bellezze naturali d'Italia più famose al mondo. I faraglioni di Capri sono degli imponenti scogli rocciosi che emergono dall'acqua, a pochi metri dalla costa caprese. Quello che forse non sapete è tutta una serie di notizie e curiosità sul loro conto. Ad esempio, sapevate che i tre faraglioni di Capri hanno un nome? Saetta è quello unito alla terraferma, il più alto con i suoi 109 metri di altezza. Quello di mezzo è chiamato Stella ed ha una cavità centrale lunga 60 metri. Il faraglione più esterno, invece, è chiamato Scopolo. In verità di faraglione ce n'è pure un altro, Monacone, chiamato così per la presenza, fino ai primi anni del XX secolo, della foca monaca. La sagoma dei faraglioni è chiaramente riconoscibile da vari punti di Capri, dai Giardini di Augusto a Marina Piccola, fino al Monte Solaro, il punto più alto dell'Isola Azzurra con i suoi 589 metri. Anche dal cosiddetto balcone degli innamorati i faraglioni di Capri sono contemplabili in tutta la loro romantica bellezza. Dove si trova? In un ristorante, il Pulalli Wine Bar, situato proprio in piazzetta. Un itinerario immancabile, percorso praticamente da tutti i visitatori, è quello che porta dalla piazzetta di Capri ai faraglioni, che si possono contemplare in tutta la loro maestosità. Bellissimi da vedere, ma come arrivare ai faraglioni di Capri? Semplice: in barca. Dal porto si può noleggiare un'imbarcazione con cui fare il classico giro dell'isola. Una delle primissime tappe, ovviamente, sono i faraglioni, con l'obbligatorio passaggio sotto quello di mezzo. Infine perché si chiamano faraglioni? Il nome deriva dal termine greco «pharos» che in italiano, di fatto, non ha cambiato significato: faro. Anticamente, infatti, si era soliti accendere sui monti e sulle rocce vicine alla costa dei fuochi di segnalazione per i naviganti. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #ig_italia_borghiecitta  #italy 
📷 @aris_katsigiannis
📍#Roma
⠀
Tra tutte le curiosità turistiche su Roma e le cose curiose d e a vedere nella capitale, a nostro parere questa che vi stiamo per raccontare occupa la prima posizione, stiamo parlando della Porta Magica di Roma in Villa Palombara all’Esquilino. La leggenda narra che un giovane medico ed alchimista milanese di nome Giuseppe Borri si unì al circolo della villa e, finanziato dal marchese, condusse diversi esperimenti per trovare la pietra filosofale che gli avrebbe permesso di trasformare la materia in oro. Ma quando l’Inquisizione papale si mise sulle sue tracce dovette partire improvvisamente lasciando un certo numero di pergamene con le complesse formule che nessuno era in grado di decifrare. Fu cosi che Massimiliano Palombara le fece incidere sulla porta d’accesso del suo laboratorio.

Quando Roma divenne la Capitale d’Italia Villa Palombara fu demolita per i lavori di costruzione del nuovo rione Esquilino. L’unica parte che si salvò fu proprio il portale d’accesso del laboratorio, oggi conosciuto come Porta Magica di Piazza Vittorio. Si presenta come un piccolo portale murato contornato da uno stipite di pietra bianca dove si vedono ancora i simboli alchemici. La porta è affiancata da due bizzarre statue che rappresentano una divinità egizia chiamata Des, venerata a Roma durante l’età imperiale. Le statue, però, non facevano parte della collezione del marchese Palombara, ma furono aggiunte successivamente.
⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy  #toscana
📷 @aris_katsigiannis 📍#Roma  ⠀ Tra tutte le curiosità turistiche su Roma e le cose curiose d e a vedere nella capitale, a nostro parere questa che vi stiamo per raccontare occupa la prima posizione, stiamo parlando della Porta Magica di Roma in Villa Palombara all’Esquilino. La leggenda narra che un giovane medico ed alchimista milanese di nome Giuseppe Borri si unì al circolo della villa e, finanziato dal marchese, condusse diversi esperimenti per trovare la pietra filosofale che gli avrebbe permesso di trasformare la materia in oro. Ma quando l’Inquisizione papale si mise sulle sue tracce dovette partire improvvisamente lasciando un certo numero di pergamene con le complesse formule che nessuno era in grado di decifrare. Fu cosi che Massimiliano Palombara le fece incidere sulla porta d’accesso del suo laboratorio. Quando Roma divenne la Capitale d’Italia Villa Palombara fu demolita per i lavori di costruzione del nuovo rione Esquilino. L’unica parte che si salvò fu proprio il portale d’accesso del laboratorio, oggi conosciuto come Porta Magica di Piazza Vittorio. Si presenta come un piccolo portale murato contornato da uno stipite di pietra bianca dove si vedono ancora i simboli alchemici. La porta è affiancata da due bizzarre statue che rappresentano una divinità egizia chiamata Des, venerata a Roma durante l’età imperiale. Le statue, però, non facevano parte della collezione del marchese Palombara, ma furono aggiunte successivamente. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #toscana 
📷 @fairyeyes_
📍#Caorle
⠀
Il comune di Caorle si affaccia per 18 chilometri di litorale sul mare Adriatico, ma comprende una serie di frazioni nell'entroterra, confinando a nord con i comuni di Portogruaro, Concordia Sagittaria, San Stino di Livenza e Torre di Mosto; ad est si trova il comune di San Michele al Tagliamento, mentre a sud-ovest il comune di Eraclea. Con i suoi 153.84 chilometri quadrati di superficie, il comune di Caorle è il terzo comune per estensione della città metropolitana, dopo lo stesso capoluogo di Venezia e il comune di Chioggia.
⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @fairyeyes_ 📍#Caorle  ⠀ Il comune di Caorle si affaccia per 18 chilometri di litorale sul mare Adriatico, ma comprende una serie di frazioni nell'entroterra, confinando a nord con i comuni di Portogruaro, Concordia Sagittaria, San Stino di Livenza e Torre di Mosto; ad est si trova il comune di San Michele al Tagliamento, mentre a sud-ovest il comune di Eraclea. Con i suoi 153.84 chilometri quadrati di superficie, il comune di Caorle è il terzo comune per estensione della città metropolitana, dopo lo stesso capoluogo di Venezia e il comune di Chioggia. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #ig_italia_borghiecitta  #italy 
📷 @m_a_f_f_o
📍  #Venezia
⠀
È con ogni probabilità la libreria più taggato del mondo, la Libreria Acqua Alta si trova in un angolo particolare di Venezia, distante dai flussi turistici più ossessivi, ma allo stesso tempo vicino ad una delle più belle chiesa diVenezia, la Chiesa di Santa Maria Formosa. 
La particolarità non è comunque il luogo dove si trova, bensì come Luigi l'ha concepita. 
Considerato che quando l'Acqua alta supera i 110 cm. sul medio mare entra dalla porta sul canale e non solo, si è attrezzato con una serie di elementi che possono galleggiare, una Gondola, una barca in disuso ed addirittura una vasca da bagno, tutte le cose galleggianti completamente sovrastate da libri, libri di ogni genere: libri su Venezia, ovviamente perché i turisti sono molto attratti dalla specificità del posto, libri di avventura, libri gialli, ed anche nelle due corti si trovano vecchie enciclopedie ormai sorpassate, ma che fungono da scala per vedere oltre il muro di cinta che butta sul canale adiacente, o si inerpicano verticalmente sui muri scrostati.
⠀
L'anima della libreria è Luigi, un pacifico omone già intromesso nel mondo dei librai, ma che ha trovato in questo luogo un ambiente adatto alla sua forma.
Si comincia con l'ingresso principale dove si trova una grande Gondola che funge da scaffale per i libri su Venezia.
Nella stanza accanto all'ingresso, a destra, si trovano i romanzi ed i fumetti. Si va dagli Urania ai gialli, dai Topolino ai Tex, tutto in alcuni contenitori nati non per una libreria, come una vasca da bagno, che però è ben utile nel momento in cui arriva l'acqua alta, ed in questo posto ne basta ben poca, che inonda tutto il locale.
⠀
Se andate (e lo farete se passate per Venezia) a fotografarla mi raccomando comprate anche un libro, fa bene a Luigi e anche a voi.
⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy  #saturnia
📷 @m_a_f_f_o 📍 #Venezia  ⠀ È con ogni probabilità la libreria più taggato del mondo, la Libreria Acqua Alta si trova in un angolo particolare di Venezia, distante dai flussi turistici più ossessivi, ma allo stesso tempo vicino ad una delle più belle chiesa diVenezia, la Chiesa di Santa Maria Formosa. La particolarità non è comunque il luogo dove si trova, bensì come Luigi l'ha concepita. Considerato che quando l'Acqua alta supera i 110 cm. sul medio mare entra dalla porta sul canale e non solo, si è attrezzato con una serie di elementi che possono galleggiare, una Gondola, una barca in disuso ed addirittura una vasca da bagno, tutte le cose galleggianti completamente sovrastate da libri, libri di ogni genere: libri su Venezia, ovviamente perché i turisti sono molto attratti dalla specificità del posto, libri di avventura, libri gialli, ed anche nelle due corti si trovano vecchie enciclopedie ormai sorpassate, ma che fungono da scala per vedere oltre il muro di cinta che butta sul canale adiacente, o si inerpicano verticalmente sui muri scrostati. ⠀ L'anima della libreria è Luigi, un pacifico omone già intromesso nel mondo dei librai, ma che ha trovato in questo luogo un ambiente adatto alla sua forma. Si comincia con l'ingresso principale dove si trova una grande Gondola che funge da scaffale per i libri su Venezia. Nella stanza accanto all'ingresso, a destra, si trovano i romanzi ed i fumetti. Si va dagli Urania ai gialli, dai Topolino ai Tex, tutto in alcuni contenitori nati non per una libreria, come una vasca da bagno, che però è ben utile nel momento in cui arriva l'acqua alta, ed in questo posto ne basta ben poca, che inonda tutto il locale. ⠀ Se andate (e lo farete se passate per Venezia) a fotografarla mi raccomando comprate anche un libro, fa bene a Luigi e anche a voi. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #saturnia 
📷 @meolafrancesco
📍#Milano
⠀
Sono i nuovi polmoni verdi nelle grandi città e coniugano creatività, innovazione e sostenibilità: sono i boschi verticali, che declinano in modo nuovo la tendenza all’uso dello spazio.
Simbolo di un’architettura innovativa e sostenibile, che sia rispettosa dell’ambiente e che contribuisca a ridurre gli effetti devastanti dell’inquinamento e dell’antropizzazione, i boschi verticali sono edifici completamente ricoperti di arbusti e piante, situati nel bel mezzo dei centri urbani con la funzione di incrementare la biodiversità e contrastare la contaminazione industriale. Presenze importantissime in contesti in cui l’intensa urbanizzazione favorisce più la diffusione del cemento che degli spazi verdi. Progetti che rendono le città più belle, più vivibili e più attrattive, e che, di sicuro, favoriscono fortemente la pratica di un turismo sostenibile. Due sono i nomi degli architetti che si sino dedicati a queste “foreste urbane”: l’italiano Stefano Boeri  e il belga Vincent Callebaut.
Il primo bosco verticale mai costruito si trova proprio nella capitale dell’industria italiana. Progettato da Boeri Studio, si tratta di un complesso residenziale formato da due torri e inaugurato nel 2014. Le facciate sono rivestite da oltre 2000 essenze arboree, che danno un risultato davvero spettacolare. Il Bosco Verticale di Milano, infatti, ha ricevuto diversi riconoscimenti, come l’International Highrise Award, ed è considerato il “grattacielo più bello e innovativo del mondo” dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat.
⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @meolafrancesco 📍#Milano  ⠀ Sono i nuovi polmoni verdi nelle grandi città e coniugano creatività, innovazione e sostenibilità: sono i boschi verticali, che declinano in modo nuovo la tendenza all’uso dello spazio. Simbolo di un’architettura innovativa e sostenibile, che sia rispettosa dell’ambiente e che contribuisca a ridurre gli effetti devastanti dell’inquinamento e dell’antropizzazione, i boschi verticali sono edifici completamente ricoperti di arbusti e piante, situati nel bel mezzo dei centri urbani con la funzione di incrementare la biodiversità e contrastare la contaminazione industriale. Presenze importantissime in contesti in cui l’intensa urbanizzazione favorisce più la diffusione del cemento che degli spazi verdi. Progetti che rendono le città più belle, più vivibili e più attrattive, e che, di sicuro, favoriscono fortemente la pratica di un turismo sostenibile. Due sono i nomi degli architetti che si sino dedicati a queste “foreste urbane”: l’italiano Stefano Boeri  e il belga Vincent Callebaut. Il primo bosco verticale mai costruito si trova proprio nella capitale dell’industria italiana. Progettato da Boeri Studio, si tratta di un complesso residenziale formato da due torri e inaugurato nel 2014. Le facciate sono rivestite da oltre 2000 essenze arboree, che danno un risultato davvero spettacolare. Il Bosco Verticale di Milano, infatti, ha ricevuto diversi riconoscimenti, come l’International Highrise Award, ed è considerato il “grattacielo più bello e innovativo del mondo” dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #ig_italia_borghiecitta  #italy 
📸 @fabrizio_road
📍 #Napoli

La Gaiola è una delle isole minori di Napoli e si trova proprio di fronte Posillipo nel cuore del “Parco sommerso di Gaiola”, un’area marina protetta che si estende su una superficie di 41,6 ettari dal pittoresco borgo di Marechiaro sino alla splendida Baia di Trentaremi.

Il suo nome deriva dal latino ‘cavea’ (piccola grotta) che, in napoletano, si è trasformata in ‘caviola‘, ma in tempi remoti, era nota come “Euplea” ossia come protettrice della navigazione e sicuro rifugio, per questo vi fu eretto un piccolo tempio. La Gaiola però è nota per numerose leggende funeste, infatti si racconta che agli inizi del XIX secolo era abitata da un eremita soprannominato dalle genti locali “Lo Stregone”, che viveva dell’elemosina dei pescatori del luogo.

Fino a quel periodo accanto all’isola della Gaiola si poteva vedere un edificio romano quasi del tutto sommerso chiamato la Scuola di Virgilio. Secondo alcune leggende medievali qui il poeta-mago insegnava arti magiche, creando pozioni ed eseguendo riti magici e furono proprio questi ad inquinare lo specchio d’acqua intorno all’isola con un potente maleficio su tutti coloro che vi sostavano per molto tempo.

L’isola della Gaiola è un posto affascinante ma anche un po’ sinistro che i napoletani considerano jellato per la maledizione che le aleggia intorno. Molte persone che hanno abitato sull’isola o soggiornato anche solo per poco tempo hanno avuto disgrazie familiari oppure sono caduti in rovina, tra questi ricordiamo Giovanni Agnelli che acquistò la villa (Agnelli è famoso anche per aver subito numerosi lutti in famiglia) e la tenne pochi anni per poi rivenderla a Paul Getty, magnate del petrolio, nel 1968. Nel 1973 la ‘ndrangheta rapì il figlio e dopo l’amputazione di un orecchio del ragazzo, la famiglia Getty pagò un riscatto di 17 milioni di dollari per riabbracciarlo.

La Gaiola e tutta l’area attorno è un posto di incantevole bellezza dove i costoni rocciosi di tufo giallo napoletano sono scavati e modellati dal vento e dal mare con scorci e paesaggi mozzafiato.
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy  #napoli
📸 @fabrizio_road 📍 #Napoli  La Gaiola è una delle isole minori di Napoli e si trova proprio di fronte Posillipo nel cuore del “Parco sommerso di Gaiola”, un’area marina protetta che si estende su una superficie di 41,6 ettari dal pittoresco borgo di Marechiaro sino alla splendida Baia di Trentaremi. Il suo nome deriva dal latino ‘cavea’ (piccola grotta) che, in napoletano, si è trasformata in ‘caviola‘, ma in tempi remoti, era nota come “Euplea” ossia come protettrice della navigazione e sicuro rifugio, per questo vi fu eretto un piccolo tempio. La Gaiola però è nota per numerose leggende funeste, infatti si racconta che agli inizi del XIX secolo era abitata da un eremita soprannominato dalle genti locali “Lo Stregone”, che viveva dell’elemosina dei pescatori del luogo. Fino a quel periodo accanto all’isola della Gaiola si poteva vedere un edificio romano quasi del tutto sommerso chiamato la Scuola di Virgilio. Secondo alcune leggende medievali qui il poeta-mago insegnava arti magiche, creando pozioni ed eseguendo riti magici e furono proprio questi ad inquinare lo specchio d’acqua intorno all’isola con un potente maleficio su tutti coloro che vi sostavano per molto tempo. L’isola della Gaiola è un posto affascinante ma anche un po’ sinistro che i napoletani considerano jellato per la maledizione che le aleggia intorno. Molte persone che hanno abitato sull’isola o soggiornato anche solo per poco tempo hanno avuto disgrazie familiari oppure sono caduti in rovina, tra questi ricordiamo Giovanni Agnelli che acquistò la villa (Agnelli è famoso anche per aver subito numerosi lutti in famiglia) e la tenne pochi anni per poi rivenderla a Paul Getty, magnate del petrolio, nel 1968. Nel 1973 la ‘ndrangheta rapì il figlio e dopo l’amputazione di un orecchio del ragazzo, la famiglia Getty pagò un riscatto di 17 milioni di dollari per riabbracciarlo. La Gaiola e tutta l’area attorno è un posto di incantevole bellezza dove i costoni rocciosi di tufo giallo napoletano sono scavati e modellati dal vento e dal mare con scorci e paesaggi mozzafiato. 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #napoli 
📷 @dejalanuit
📍 Portovenere

Come non rimanere incantati dagli scenari suggestivi che offre Porto Venere, dal 1997 inserito tra i Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco insieme alle isole Palmaria, Tino, Tinetto ed alle Cinque Terre. Il borgo ligure offre infatti scorci di straordinaria bellezza e sono ormai secoli che visitatori di tutto il mondo rimangono affascinati dalle atmosfere dei tramonti sul mare, dalle stradine acciottolate, dalle caratteristiche case colorate divise dagli stretti carrugi, dai bei monumenti, dalla spiaggia lambita da un mare blu e profondo.

Non a caso prende il nome dalla Dea della Bellezza e non ha caso un illustre poeta come George Byron l’ha particolarmente amata, tanto che una piccola grotta porta il suo nome. Insomma, l’antichissimo scalo marittimo legato fin dal XII secolo alle sorti di Genova, che si protende sul mare protetto dalle spettacolari  falesie del Monte Muzzerone, dall’imponente Castello Doria con le fortificazioni ad esso collegate, e dalla caratteristica “Palazzata”, una fila ininterrotta di case torri colorate sviluppate verticalmente e serrate una di fianco all’altra, è una destinazione adatta anche alle coppie che vogliano suggellare il proprio amore con un soggiorno all’insegna del romanticismo.

Nel cuore del borgo si trova l’antica Chiesa di San Lorenzo, scrigno di tesori e tradizioni, mentre proprio sulla estrema punta del promontorio roccioso che conclude il borgo è edificata la chiesetta di San Pietro, con il suo inconfondibile profilo: nota per la sua antica architettura, è famosa per le sue particolari valenze panoramiche e paesaggistiche, posta com’è a strapiombo sul mare.
🔍 Foto selezionate da: @bellerofonte70
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy  #portovenere
📷 @dejalanuit 📍 Portovenere Come non rimanere incantati dagli scenari suggestivi che offre Porto Venere, dal 1997 inserito tra i Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco insieme alle isole Palmaria, Tino, Tinetto ed alle Cinque Terre. Il borgo ligure offre infatti scorci di straordinaria bellezza e sono ormai secoli che visitatori di tutto il mondo rimangono affascinati dalle atmosfere dei tramonti sul mare, dalle stradine acciottolate, dalle caratteristiche case colorate divise dagli stretti carrugi, dai bei monumenti, dalla spiaggia lambita da un mare blu e profondo. Non a caso prende il nome dalla Dea della Bellezza e non ha caso un illustre poeta come George Byron l’ha particolarmente amata, tanto che una piccola grotta porta il suo nome. Insomma, l’antichissimo scalo marittimo legato fin dal XII secolo alle sorti di Genova, che si protende sul mare protetto dalle spettacolari  falesie del Monte Muzzerone, dall’imponente Castello Doria con le fortificazioni ad esso collegate, e dalla caratteristica “Palazzata”, una fila ininterrotta di case torri colorate sviluppate verticalmente e serrate una di fianco all’altra, è una destinazione adatta anche alle coppie che vogliano suggellare il proprio amore con un soggiorno all’insegna del romanticismo. Nel cuore del borgo si trova l’antica Chiesa di San Lorenzo, scrigno di tesori e tradizioni, mentre proprio sulla estrema punta del promontorio roccioso che conclude il borgo è edificata la chiesetta di San Pietro, con il suo inconfondibile profilo: nota per la sua antica architettura, è famosa per le sue particolari valenze panoramiche e paesaggistiche, posta com’è a strapiombo sul mare. 🔍 Foto selezionate da: @bellerofonte70 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #portovenere 
📷 @the_wanderinglens
📍#Riomaggiore
⠀
Riomaggiore è la più orientale delle Cinque Terre, primo borgo che si incontra arrivando da La Spezia, situato nella stretta valle del torrente Rivus Maior, ora coperto. Strutturato a gradoni come i borghi situati in valli torrentizie il paese risale secondo la tradizione all’VIII secolo, fondato da un gruppo di profughi greci in fuga dalla persecuzione iconoclasta di Leone III l’Isaurico. 
Le abitazioni, tinteggiate con i tipici colori liguri, seguono lo schema delle case-torri, sviluppate in altezza su tre o quattro piani, legate le une alle altre in schiere parallele. L’accesso alle case è possibile oltre che dall’ingresso principale, dal retro all’altezza dei piani superiori. 
Nella parte alta si trova la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, costruita nel 1340 per ordine del vescovo di Luni. L’oratorio dei Disciplinati è del XVI secolo, mentre dalla parte opposta in posizione elevata vi sono i resti del castello del XV-XVI secolo. 
A Riomaggiore ha inizio la Via dell’Amore, fino a Manarola, una strada pedonale molto suggestiva, dove si ammirano splendidi paesaggi, tra il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli e l’aria salmastra.
⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @the_wanderinglens 📍#Riomaggiore  ⠀ Riomaggiore è la più orientale delle Cinque Terre, primo borgo che si incontra arrivando da La Spezia, situato nella stretta valle del torrente Rivus Maior, ora coperto. Strutturato a gradoni come i borghi situati in valli torrentizie il paese risale secondo la tradizione all’VIII secolo, fondato da un gruppo di profughi greci in fuga dalla persecuzione iconoclasta di Leone III l’Isaurico. Le abitazioni, tinteggiate con i tipici colori liguri, seguono lo schema delle case-torri, sviluppate in altezza su tre o quattro piani, legate le une alle altre in schiere parallele. L’accesso alle case è possibile oltre che dall’ingresso principale, dal retro all’altezza dei piani superiori. Nella parte alta si trova la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, costruita nel 1340 per ordine del vescovo di Luni. L’oratorio dei Disciplinati è del XVI secolo, mentre dalla parte opposta in posizione elevata vi sono i resti del castello del XV-XVI secolo. A Riomaggiore ha inizio la Via dell’Amore, fino a Manarola, una strada pedonale molto suggestiva, dove si ammirano splendidi paesaggi, tra il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli e l’aria salmastra. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #ig_italia_borghiecitta  #italy 
📷 @austindonohuephoto feat. @ofleatherandlace
📍#Firenze
È risaputo a Firenze che Filippo Brunelleschi possedesse un gran senso dell’umorismo e gli piacesse fare scherzi a chi gli capitava sotto tiro. Uno delle sue burle più riuscite venne addirittura raccontato in un libro dal titolo “Novella del Grasso legnaiuolo” che divenne un grande successo letterario a Firenze. Possiamo affermare che anche nella costruzione della Cupola del Duomo, il Brunelleschi non si sia risparmiato a giocarci alcuni scherzi, primo su tutti il fatto che la cupola non è una cupola.
Una cupola emisferica (o ellissoidale, o parabolica) è data dalla rotazione di un arco attorno al proprio asse e, teoricamente, costruire una struttura di questo genere è sempre possibile. La cupola del Duomo di Firenze però non è una cupola, ma una volta ottagonale che può essere descritta come l’intersezione a 45° di due volte a pianta quadrata. Ed era proprio la sua natura di volta a preoccupare i capomastri che si succedettero nei cantieri di costruzione del Duomo, dato che questa forma architettonica, al contrario di una cupola, non è autoreggente.
La discussione intorno alla statica della Cupola del Duomo di Firenze è tutt’oggi ragione di grandi dibattitti tra importanti archittetti.
La cosa realmente straordinaria riguardante la costruzione della Cupola del Duomo di Firenze è il non impiego di alcuna centina. Ciò significa che nell’edificare la struttura non si utilizzò alcuna struttura lignea a cui appoggiare la parte in muratura che via via si andava formando. Questo fatto, già straordinario di per sé, lo diventa ancor di più se si pensa alla grandezza della Cupola.
Infine una piccola curiosità, la palla di rame dorata realizzata dal Verrocchio intorno al 1470 pesa 1.981 Kg.
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy  #firenze
📷 @austindonohuephoto feat. @ofleatherandlace 📍#Firenze  È risaputo a Firenze che Filippo Brunelleschi possedesse un gran senso dell’umorismo e gli piacesse fare scherzi a chi gli capitava sotto tiro. Uno delle sue burle più riuscite venne addirittura raccontato in un libro dal titolo “Novella del Grasso legnaiuolo” che divenne un grande successo letterario a Firenze. Possiamo affermare che anche nella costruzione della Cupola del Duomo, il Brunelleschi non si sia risparmiato a giocarci alcuni scherzi, primo su tutti il fatto che la cupola non è una cupola. Una cupola emisferica (o ellissoidale, o parabolica) è data dalla rotazione di un arco attorno al proprio asse e, teoricamente, costruire una struttura di questo genere è sempre possibile. La cupola del Duomo di Firenze però non è una cupola, ma una volta ottagonale che può essere descritta come l’intersezione a 45° di due volte a pianta quadrata. Ed era proprio la sua natura di volta a preoccupare i capomastri che si succedettero nei cantieri di costruzione del Duomo, dato che questa forma architettonica, al contrario di una cupola, non è autoreggente. La discussione intorno alla statica della Cupola del Duomo di Firenze è tutt’oggi ragione di grandi dibattitti tra importanti archittetti. La cosa realmente straordinaria riguardante la costruzione della Cupola del Duomo di Firenze è il non impiego di alcuna centina. Ciò significa che nell’edificare la struttura non si utilizzò alcuna struttura lignea a cui appoggiare la parte in muratura che via via si andava formando. Questo fatto, già straordinario di per sé, lo diventa ancor di più se si pensa alla grandezza della Cupola. Infine una piccola curiosità, la palla di rame dorata realizzata dal Verrocchio intorno al 1470 pesa 1.981 Kg. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #firenze 
📷 @andreapes
📍#CalaMariolu
⠀
Buongiorno ragazzi, nota anche come is pùligi de nie (le pulci di neve) per i sassolini tondi, bianchi e rosa, misti alla sabbia, che la compongono. Cala Mariolu, nel territorio di Baunei, deve il nome alla foca monaca che, si dice, ‘rubasse’ il pescato dalle reti dei pescatori provenienti da Ponza, perciò era detta il mariolo (ladro).
Il suo panorama colpisce per le tonalità infinite di blu, verde smeraldo e azzurro e per i sassolini che sembrano fiocchi di neve. La falesia che la circonda raggiunge i 500 metri di altezza e cade a picco sull’acqua sia a nord che a sud, rendendo Cala Mariolu accessibile da terra solo attraverso un impegnativo trekking (per esperti) in mezzo a fitta macchia mediterranea. Punta Is Puligi in passato fungeva da punto di carico del carbone per i furisteris, i carbonai che popolarono Baunei.
Il basso fondale merita un’immersione con la maschera per chi ha meno confidenza o con attrezzatura subacquea per chi vuole esplorarlo in profondità: è habitat di varie specie. Anche i delfini si intravedono a largo ogni tanto. Fuori dall’acqua osserverai, invece, il falco pellegrino e quello della Regina, il cormorano del ciuffo e l’aquila reale.
Un grande scoglio, sa perda ‘e su saltatori, funge da pontile. La cala, infatti, è più comodamente accessibile via mare, con barche private o con i servizi per le cale in partenza dai porti di Arbatax, Cala Gonone e Santa Maria Navarrese. Nelle vicinanze, tante grotte, una all’interno della cala: inizia con una spiaggetta e arretra per dieci metri di profondità, risultato dell’incessante lavoro del mare nei secoli. Poco distante c’è la suggestiva grotta del Fico. Nella tua escursione lungo il golfo troverai altre cale assolutamente imperdibili: l’incontaminata Goloritzè, le splendide Sisine e Biriola e una delle spiagge simbolo del Mediterraneo, Cala Luna, a metà col territorio di Dorgali.
⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @andreapes 📍#CalaMariolu  ⠀ Buongiorno ragazzi, nota anche come is pùligi de nie (le pulci di neve) per i sassolini tondi, bianchi e rosa, misti alla sabbia, che la compongono. Cala Mariolu, nel territorio di Baunei, deve il nome alla foca monaca che, si dice, ‘rubasse’ il pescato dalle reti dei pescatori provenienti da Ponza, perciò era detta il mariolo (ladro). Il suo panorama colpisce per le tonalità infinite di blu, verde smeraldo e azzurro e per i sassolini che sembrano fiocchi di neve. La falesia che la circonda raggiunge i 500 metri di altezza e cade a picco sull’acqua sia a nord che a sud, rendendo Cala Mariolu accessibile da terra solo attraverso un impegnativo trekking (per esperti) in mezzo a fitta macchia mediterranea. Punta Is Puligi in passato fungeva da punto di carico del carbone per i furisteris, i carbonai che popolarono Baunei. Il basso fondale merita un’immersione con la maschera per chi ha meno confidenza o con attrezzatura subacquea per chi vuole esplorarlo in profondità: è habitat di varie specie. Anche i delfini si intravedono a largo ogni tanto. Fuori dall’acqua osserverai, invece, il falco pellegrino e quello della Regina, il cormorano del ciuffo e l’aquila reale. Un grande scoglio, sa perda ‘e su saltatori, funge da pontile. La cala, infatti, è più comodamente accessibile via mare, con barche private o con i servizi per le cale in partenza dai porti di Arbatax, Cala Gonone e Santa Maria Navarrese. Nelle vicinanze, tante grotte, una all’interno della cala: inizia con una spiaggetta e arretra per dieci metri di profondità, risultato dell’incessante lavoro del mare nei secoli. Poco distante c’è la suggestiva grotta del Fico. Nella tua escursione lungo il golfo troverai altre cale assolutamente imperdibili: l’incontaminata Goloritzè, le splendide Sisine e Biriola e una delle spiagge simbolo del Mediterraneo, Cala Luna, a metà col territorio di Dorgali. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #ig_italia_borghiecitta  #italy 
present
⠀
Cari amici, sesto appuntamento dell'anno con l'Instagramers del Mese, questa volta le foto che abbiamo scelto sono state postate (e scattate) dal 1 
Giugno al 5 Luglio sul Tag #ig_italia_giugno.
Come sempre avete taggato delle foto molto belle, per questo motivo abbiamo deciso di portare a dieci il numero delle candidate.
⠀
Ora spetta a voi decidere la foto vincitrice che sarà la nostra rappresentante  all'Instagramers del mese su @Igworldclub nella categoria Best Country che si terrà lunedì 9 Luglio.
⠀
Di seguito trovate i dieci finalisti. Regole particolari, come al solito non ce ne sono, vale ovviamente  condividere la foto, vince chi prende più like da questo momento fino alle 20 di domani 8 Luglio.
⠀
In bocca al lupo e grazie ancora a tutti per aver messo il nostro Tag.
⠀
I N S T A G R A M E R S  D E L  M E S E
★ G I U G N O
F O T O 1/10 |

@mougly1976 con #Ganci ⠀
S E L E Z I O N A T A  D A | @danirossi80 @bellerofonte70
T A G | #ig_italia #instagramersofthemonth #instagramersofthemonth_july #ig_italia_giugno #instagramersdelmese  #italia #instagramitalia
present ⠀ Cari amici, sesto appuntamento dell'anno con l'Instagramers del Mese, questa volta le foto che abbiamo scelto sono state postate (e scattate) dal 1 Giugno al 5 Luglio sul Tag #ig_italia_giugno . Come sempre avete taggato delle foto molto belle, per questo motivo abbiamo deciso di portare a dieci il numero delle candidate. ⠀ Ora spetta a voi decidere la foto vincitrice che sarà la nostra rappresentante all'Instagramers del mese su @Igworldclub nella categoria Best Country che si terrà lunedì 9 Luglio. ⠀ Di seguito trovate i dieci finalisti. Regole particolari, come al solito non ce ne sono, vale ovviamente condividere la foto, vince chi prende più like da questo momento fino alle 20 di domani 8 Luglio. ⠀ In bocca al lupo e grazie ancora a tutti per aver messo il nostro Tag. ⠀ I N S T A G R A M E R S D E L M E S E ★ G I U G N O F O T O 1/10 | @mougly1976 con #Ganci  ⠀ S E L E Z I O N A T A D A | @danirossi80 @bellerofonte70 T A G | #ig_italia  #instagramersofthemonth  #instagramersofthemonth_july  #ig_italia_giugno  #instagramersdelmese  #italia  #instagramitalia 
present
⠀
Cari amici, sesto appuntamento dell'anno con l'Instagramers del Mese, questa volta le foto che abbiamo scelto sono state postate (e scattate) dal 1 
Giugno al 5 Luglio sul Tag #ig_italia_giugno.
Come sempre avete taggato delle foto molto belle, per questo motivo abbiamo deciso di portare a dieci il numero delle candidate.
⠀
Ora spetta a voi decidere la foto vincitrice che sarà la nostra rappresentante  all'Instagramers del mese su @Igworldclub nella categoria Best Country che si terrà lunedì 9 Luglio.
⠀
Di seguito trovate i dieci finalisti. Regole particolari, come al solito non ce ne sono, vale ovviamente  condividere la foto, vince chi prende più like da questo momento fino alle 20 di domani 8 Luglio.
⠀
In bocca al lupo e grazie ancora a tutti per aver messo il nostro Tag.
⠀
I N S T A G R A M E R S  D E L  M E S E
★ G I U G N O
F O T O 2/10 |

@salvatore.mallamace con #Pisa ⠀
S E L E Z I O N A T A  D A | @danirossi80 @bellerofonte70
T A G | #ig_italia #instagramersofthemonth #instagramersofthemonth_july #ig_italia_giugno #instagramersdelmese  #italia #instagramitalia
present ⠀ Cari amici, sesto appuntamento dell'anno con l'Instagramers del Mese, questa volta le foto che abbiamo scelto sono state postate (e scattate) dal 1 Giugno al 5 Luglio sul Tag #ig_italia_giugno . Come sempre avete taggato delle foto molto belle, per questo motivo abbiamo deciso di portare a dieci il numero delle candidate. ⠀ Ora spetta a voi decidere la foto vincitrice che sarà la nostra rappresentante all'Instagramers del mese su @Igworldclub nella categoria Best Country che si terrà lunedì 9 Luglio. ⠀ Di seguito trovate i dieci finalisti. Regole particolari, come al solito non ce ne sono, vale ovviamente condividere la foto, vince chi prende più like da questo momento fino alle 20 di domani 8 Luglio. ⠀ In bocca al lupo e grazie ancora a tutti per aver messo il nostro Tag. ⠀ I N S T A G R A M E R S D E L M E S E ★ G I U G N O F O T O 2/10 | @salvatore.mallamace con #Pisa  ⠀ S E L E Z I O N A T A D A | @danirossi80 @bellerofonte70 T A G | #ig_italia  #instagramersofthemonth  #instagramersofthemonth_july  #ig_italia_giugno  #instagramersdelmese  #italia  #instagramitalia 
present
⠀
Cari amici, sesto appuntamento dell'anno con l'Instagramers del Mese, questa volta le foto che abbiamo scelto sono state postate (e scattate) dal 1 
Giugno al 5 Luglio sul Tag #ig_italia_giugno.
Come sempre avete taggato delle foto molto belle, per questo motivo abbiamo deciso di portare a dieci il numero delle candidate.
⠀
Ora spetta a voi decidere la foto vincitrice che sarà la nostra rappresentante  all'Instagramers del mese su @Igworldclub nella categoria Best Country che si terrà lunedì 9 Luglio.
⠀
Di seguito trovate i dieci finalisti. Regole particolari, come al solito non ce ne sono, vale ovviamente  condividere la foto, vince chi prende più like da questo momento fino alle 20 di domani 8 Luglio.
⠀
In bocca al lupo e grazie ancora a tutti per aver messo il nostro Tag.
⠀
I N S T A G R A M E R S  D E L  M E S E
★ G I U G N O
F O T O 3/10 |

@lorenzocapanna con #Roma ⠀
S E L E Z I O N A T A  D A | @danirossi80 @bellerofonte70
T A G | #ig_italia #instagramersofthemonth #instagramersofthemonth_july #ig_italia_giugno #instagramersdelmese  #italia #instagramitalia
present ⠀ Cari amici, sesto appuntamento dell'anno con l'Instagramers del Mese, questa volta le foto che abbiamo scelto sono state postate (e scattate) dal 1 Giugno al 5 Luglio sul Tag #ig_italia_giugno . Come sempre avete taggato delle foto molto belle, per questo motivo abbiamo deciso di portare a dieci il numero delle candidate. ⠀ Ora spetta a voi decidere la foto vincitrice che sarà la nostra rappresentante all'Instagramers del mese su @Igworldclub nella categoria Best Country che si terrà lunedì 9 Luglio. ⠀ Di seguito trovate i dieci finalisti. Regole particolari, come al solito non ce ne sono, vale ovviamente condividere la foto, vince chi prende più like da questo momento fino alle 20 di domani 8 Luglio. ⠀ In bocca al lupo e grazie ancora a tutti per aver messo il nostro Tag. ⠀ I N S T A G R A M E R S D E L M E S E ★ G I U G N O F O T O 3/10 | @lorenzocapanna con #Roma  ⠀ S E L E Z I O N A T A D A | @danirossi80 @bellerofonte70 T A G | #ig_italia  #instagramersofthemonth  #instagramersofthemonth_july  #ig_italia_giugno  #instagramersdelmese  #italia  #instagramitalia 
present
⠀
Cari amici, sesto appuntamento dell'anno con l'Instagramers del Mese, questa volta le foto che abbiamo scelto sono state postate (e scattate) dal 1 
Giugno al 5 Luglio sul Tag #ig_italia_giugno.
Come sempre avete taggato delle foto molto belle, per questo motivo abbiamo deciso di portare a dieci il numero delle candidate.
⠀
Ora spetta a voi decidere la foto vincitrice che sarà la nostra rappresentante  all'Instagramers del mese su @Igworldclub nella categoria Best Country che si terrà lunedì 9 Luglio.
⠀
Di seguito trovate i dieci finalisti. Regole particolari, come al solito non ce ne sono, vale ovviamente  condividere la foto, vince chi prende più like da questo momento fino alle 20 di domani 8 Luglio.
⠀
In bocca al lupo e grazie ancora a tutti per aver messo il nostro Tag.
⠀
I N S T A G R A M E R S  D E L  M E S E
★ G I U G N O
F O T O 4/10 |

@ametrovat con #scicli ⠀
S E L E Z I O N A T A  D A | @danirossi80 @bellerofonte70
T A G | #ig_italia #instagramersofthemonth #instagramersofthemonth_july #ig_italia_giugno #instagramersdelmese  #italia #instagramitalia
present ⠀ Cari amici, sesto appuntamento dell'anno con l'Instagramers del Mese, questa volta le foto che abbiamo scelto sono state postate (e scattate) dal 1 Giugno al 5 Luglio sul Tag #ig_italia_giugno . Come sempre avete taggato delle foto molto belle, per questo motivo abbiamo deciso di portare a dieci il numero delle candidate. ⠀ Ora spetta a voi decidere la foto vincitrice che sarà la nostra rappresentante all'Instagramers del mese su @Igworldclub nella categoria Best Country che si terrà lunedì 9 Luglio. ⠀ Di seguito trovate i dieci finalisti. Regole particolari, come al solito non ce ne sono, vale ovviamente condividere la foto, vince chi prende più like da questo momento fino alle 20 di domani 8 Luglio. ⠀ In bocca al lupo e grazie ancora a tutti per aver messo il nostro Tag. ⠀ I N S T A G R A M E R S D E L M E S E ★ G I U G N O F O T O 4/10 | @ametrovat con #scicli  ⠀ S E L E Z I O N A T A D A | @danirossi80 @bellerofonte70 T A G | #ig_italia  #instagramersofthemonth  #instagramersofthemonth_july  #ig_italia_giugno  #instagramersdelmese  #italia  #instagramitalia 
present
⠀
Cari amici, sesto appuntamento dell'anno con l'Instagramers del Mese, questa volta le foto che abbiamo scelto sono state postate (e scattate) dal 1 
Giugno al 5 Luglio sul Tag #ig_italia_giugno.
Come sempre avete taggato delle foto molto belle, per questo motivo abbiamo deciso di portare a dieci il numero delle candidate.
⠀
Ora spetta a voi decidere la foto vincitrice che sarà la nostra rappresentante  all'Instagramers del mese su @Igworldclub nella categoria Best Country che si terrà lunedì 9 Luglio.
⠀
Di seguito trovate i dieci finalisti. Regole particolari, come al solito non ce ne sono, vale ovviamente  condividere la foto, vince chi prende più like da questo momento fino alle 20 di domani 8 Luglio.
⠀
In bocca al lupo e grazie ancora a tutti per aver messo il nostro Tag.
⠀
I N S T A G R A M E R S  D E L  M E S E
★ G I U G N O
F O T O 5/10 |

@anto81nio con #Matera ⠀
S E L E Z I O N A T A  D A | @danirossi80 @bellerofonte70
T A G | #ig_italia #instagramersofthemonth #instagramersofthemonth_july #ig_italia_giugno #instagramersdelmese  #italia #instagramitalia
present ⠀ Cari amici, sesto appuntamento dell'anno con l'Instagramers del Mese, questa volta le foto che abbiamo scelto sono state postate (e scattate) dal 1 Giugno al 5 Luglio sul Tag #ig_italia_giugno . Come sempre avete taggato delle foto molto belle, per questo motivo abbiamo deciso di portare a dieci il numero delle candidate. ⠀ Ora spetta a voi decidere la foto vincitrice che sarà la nostra rappresentante all'Instagramers del mese su @Igworldclub nella categoria Best Country che si terrà lunedì 9 Luglio. ⠀ Di seguito trovate i dieci finalisti. Regole particolari, come al solito non ce ne sono, vale ovviamente condividere la foto, vince chi prende più like da questo momento fino alle 20 di domani 8 Luglio. ⠀ In bocca al lupo e grazie ancora a tutti per aver messo il nostro Tag. ⠀ I N S T A G R A M E R S D E L M E S E ★ G I U G N O F O T O 5/10 | @anto81nio con #Matera  ⠀ S E L E Z I O N A T A D A | @danirossi80 @bellerofonte70 T A G | #ig_italia  #instagramersofthemonth  #instagramersofthemonth_july  #ig_italia_giugno  #instagramersdelmese  #italia  #instagramitalia 
present
⠀
Cari amici, sesto appuntamento dell'anno con l'Instagramers del Mese, questa volta le foto che abbiamo scelto sono state postate (e scattate) dal 1 
Giugno al 5 Luglio sul Tag #ig_italia_giugno.
Come sempre avete taggato delle foto molto belle, per questo motivo abbiamo deciso di portare a dieci il numero delle candidate.
⠀
Ora spetta a voi decidere la foto vincitrice che sarà la nostra rappresentante  all'Instagramers del mese su @Igworldclub nella categoria Best Country che si terrà lunedì 9 Luglio.
⠀
Di seguito trovate i dieci finalisti. Regole particolari, come al solito non ce ne sono, vale ovviamente  condividere la foto, vince chi prende più like da questo momento fino alle 20 di domani 8 Luglio.
⠀
In bocca al lupo e grazie ancora a tutti per aver messo il nostro Tag.
⠀
I N S T A G R A M E R S  D E L  M E S E
★ G I U G N O
F O T O 6/10 |

@laura_manfredi con  #Roca ⠀
S E L E Z I O N A T A  D A | @danirossi80 @bellerofonte70
T A G | #ig_italia #instagramersofthemonth #instagramersofthemonth_july #ig_italia_giugno #instagramersdelmese  #italia #instagramitalia
present ⠀ Cari amici, sesto appuntamento dell'anno con l'Instagramers del Mese, questa volta le foto che abbiamo scelto sono state postate (e scattate) dal 1 Giugno al 5 Luglio sul Tag #ig_italia_giugno . Come sempre avete taggato delle foto molto belle, per questo motivo abbiamo deciso di portare a dieci il numero delle candidate. ⠀ Ora spetta a voi decidere la foto vincitrice che sarà la nostra rappresentante all'Instagramers del mese su @Igworldclub nella categoria Best Country che si terrà lunedì 9 Luglio. ⠀ Di seguito trovate i dieci finalisti. Regole particolari, come al solito non ce ne sono, vale ovviamente condividere la foto, vince chi prende più like da questo momento fino alle 20 di domani 8 Luglio. ⠀ In bocca al lupo e grazie ancora a tutti per aver messo il nostro Tag. ⠀ I N S T A G R A M E R S D E L M E S E ★ G I U G N O F O T O 6/10 | @laura_manfredi con #Roca  ⠀ S E L E Z I O N A T A D A | @danirossi80 @bellerofonte70 T A G | #ig_italia  #instagramersofthemonth  #instagramersofthemonth_july  #ig_italia_giugno  #instagramersdelmese  #italia  #instagramitalia 
present
⠀
Cari amici, sesto appuntamento dell'anno con l'Instagramers del Mese, questa volta le foto che abbiamo scelto sono state postate (e scattate) dal 1 
Giugno al 5 Luglio sul Tag #ig_italia_giugno.
Come sempre avete taggato delle foto molto belle, per questo motivo abbiamo deciso di portare a dieci il numero delle candidate.
⠀
Ora spetta a voi decidere la foto vincitrice che sarà la nostra rappresentante  all'Instagramers del mese su @Igworldclub nella categoria Best Country che si terrà lunedì 9 Luglio.
⠀
Di seguito trovate i dieci finalisti. Regole particolari, come al solito non ce ne sono, vale ovviamente  condividere la foto, vince chi prende più like da questo momento fino alle 20 di domani 8 Luglio.
⠀
In bocca al lupo e grazie ancora a tutti per aver messo il nostro Tag.
⠀
I N S T A G R A M E R S  D E L  M E S E
★ G I U G N O
F O T O 8/10 |

@marcoliuc con #Venezia ⠀
S E L E Z I O N A T A  D A | @danirossi80 @bellerofonte70
T A G | #ig_italia #instagramersofthemonth #instagramersofthemonth_july #ig_italia_giugno #instagramersdelmese  #italia #instagramitalia
present ⠀ Cari amici, sesto appuntamento dell'anno con l'Instagramers del Mese, questa volta le foto che abbiamo scelto sono state postate (e scattate) dal 1 Giugno al 5 Luglio sul Tag #ig_italia_giugno . Come sempre avete taggato delle foto molto belle, per questo motivo abbiamo deciso di portare a dieci il numero delle candidate. ⠀ Ora spetta a voi decidere la foto vincitrice che sarà la nostra rappresentante all'Instagramers del mese su @Igworldclub nella categoria Best Country che si terrà lunedì 9 Luglio. ⠀ Di seguito trovate i dieci finalisti. Regole particolari, come al solito non ce ne sono, vale ovviamente condividere la foto, vince chi prende più like da questo momento fino alle 20 di domani 8 Luglio. ⠀ In bocca al lupo e grazie ancora a tutti per aver messo il nostro Tag. ⠀ I N S T A G R A M E R S D E L M E S E ★ G I U G N O F O T O 8/10 | @marcoliuc con #Venezia  ⠀ S E L E Z I O N A T A D A | @danirossi80 @bellerofonte70 T A G | #ig_italia  #instagramersofthemonth  #instagramersofthemonth_july  #ig_italia_giugno  #instagramersdelmese  #italia  #instagramitalia 
present
⠀
Cari amici, sesto appuntamento dell'anno con l'Instagramers del Mese, questa volta le foto che abbiamo scelto sono state postate (e scattate) dal 1 
Giugno al 5 Luglio sul Tag #ig_italia_giugno.
Come sempre avete taggato delle foto molto belle, per questo motivo abbiamo deciso di portare a dieci il numero delle candidate.
⠀
Ora spetta a voi decidere la foto vincitrice che sarà la nostra rappresentante  all'Instagramers del mese su @Igworldclub nella categoria Best Country che si terrà lunedì 9 Luglio.
⠀
Di seguito trovate i dieci finalisti. Regole particolari, come al solito non ce ne sono, vale ovviamente  condividere la foto, vince chi prende più like da questo momento fino alle 20 di domani 8 Luglio.
⠀
In bocca al lupo e grazie ancora a tutti per aver messo il nostro Tag.
⠀
I N S T A G R A M E R S  D E L  M E S E
★ G I U G N O
F O T O 9/10 |

@fravagnarelli con #Roma ⠀
S E L E Z I O N A T A  D A | @danirossi80 @bellerofonte70
T A G | #ig_italia #instagramersofthemonth #instagramersofthemonth_july #ig_italia_giugno #instagramersdelmese  #italia #instagramitalia
present ⠀ Cari amici, sesto appuntamento dell'anno con l'Instagramers del Mese, questa volta le foto che abbiamo scelto sono state postate (e scattate) dal 1 Giugno al 5 Luglio sul Tag #ig_italia_giugno . Come sempre avete taggato delle foto molto belle, per questo motivo abbiamo deciso di portare a dieci il numero delle candidate. ⠀ Ora spetta a voi decidere la foto vincitrice che sarà la nostra rappresentante all'Instagramers del mese su @Igworldclub nella categoria Best Country che si terrà lunedì 9 Luglio. ⠀ Di seguito trovate i dieci finalisti. Regole particolari, come al solito non ce ne sono, vale ovviamente condividere la foto, vince chi prende più like da questo momento fino alle 20 di domani 8 Luglio. ⠀ In bocca al lupo e grazie ancora a tutti per aver messo il nostro Tag. ⠀ I N S T A G R A M E R S D E L M E S E ★ G I U G N O F O T O 9/10 | @fravagnarelli con #Roma  ⠀ S E L E Z I O N A T A D A | @danirossi80 @bellerofonte70 T A G | #ig_italia  #instagramersofthemonth  #instagramersofthemonth_july  #ig_italia_giugno  #instagramersdelmese  #italia  #instagramitalia 
Keep your face to the sun and you will never see the shadows.
Tieni il viso verso il sole e non vedrai mai le ombre.
(Helen Keller)
Keep your face to the sun and you will never see the shadows. Tieni il viso verso il sole e non vedrai mai le ombre. (Helen Keller)
present
⠀
Cari amici, sesto appuntamento dell'anno con l'Instagramers del Mese, questa volta le foto che abbiamo scelto sono state postate (e scattate) dal 1 
Giugno al 5 Luglio sul Tag #ig_italia_giugno.
Come sempre avete taggato delle foto molto belle, per questo motivo abbiamo deciso di portare a dieci il numero delle candidate.
⠀
Ora spetta a voi decidere la foto vincitrice che sarà la nostra rappresentante  all'Instagramers del mese su @Igworldclub nella categoria Best Country che si terrà lunedì 9 Luglio.
⠀
Di seguito trovate i dieci finalisti. Regole particolari, come al solito non ce ne sono, vale ovviamente  condividere la foto, vince chi prende più like da questo momento fino alle 20 di domani 8 Luglio.
⠀
In bocca al lupo e grazie ancora a tutti per aver messo il nostro Tag.
⠀
I N S T A G R A M E R S  D E L  M E S E
★ G I U G N O
F O T O 10/10 |

@miky_ped con #CalaLuna ⠀
S E L E Z I O N A T A  D A | @danirossi80 @bellerofonte70
T A G | #ig_italia #instagramersofthemonth #instagramersofthemonth_july #ig_italia_giugno #instagramersdelmese  #italia #instagramitalia
present ⠀ Cari amici, sesto appuntamento dell'anno con l'Instagramers del Mese, questa volta le foto che abbiamo scelto sono state postate (e scattate) dal 1 Giugno al 5 Luglio sul Tag #ig_italia_giugno . Come sempre avete taggato delle foto molto belle, per questo motivo abbiamo deciso di portare a dieci il numero delle candidate. ⠀ Ora spetta a voi decidere la foto vincitrice che sarà la nostra rappresentante all'Instagramers del mese su @Igworldclub nella categoria Best Country che si terrà lunedì 9 Luglio. ⠀ Di seguito trovate i dieci finalisti. Regole particolari, come al solito non ce ne sono, vale ovviamente condividere la foto, vince chi prende più like da questo momento fino alle 20 di domani 8 Luglio. ⠀ In bocca al lupo e grazie ancora a tutti per aver messo il nostro Tag. ⠀ I N S T A G R A M E R S D E L M E S E ★ G I U G N O F O T O 10/10 | @miky_ped con #CalaLuna  ⠀ S E L E Z I O N A T A D A | @danirossi80 @bellerofonte70 T A G | #ig_italia  #instagramersofthemonth  #instagramersofthemonth_july  #ig_italia_giugno  #instagramersdelmese  #italia  #instagramitalia 
📷 @kyrenian
📍 #Bellagio
⠀
Pochi posti sono più romantici del lago di Como e più belli di Bellagio. Conosciuto come “la Perla del Lago”, Bellagio offre alberghi e ristoranti di gran classe, eleganti e caratteristici; luoghi ideali dai quali ammirare incantevoli panorami.
Il vecchio Borgo, dove si susseguono antiche e suggestive abitazioni, è percorso da misteriosi vicoli e da caratteristiche scalinate acciottolate sulle quali si affacciano variopinti negozi con prodotti di ottima qualità.
Seguite uno dei nostri percorsi alla scoperta del paese e della sua storia oppure abbandonatevi al vostro desiderio e gustate uno dei favolosi gelati locali ricchi di sapori e colori… o un caffè dall’aroma intenso ed irresistibile.
Il clima è deliziosamente mite, ideale per una rilassante vacanza o per praticare vari sport in posti che hanno sempre, sullo sfondo, lo splendido scenario del lago e delle sue ville.
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy  #bellagio
📷 @kyrenian 📍 #Bellagio  ⠀ Pochi posti sono più romantici del lago di Como e più belli di Bellagio. Conosciuto come “la Perla del Lago”, Bellagio offre alberghi e ristoranti di gran classe, eleganti e caratteristici; luoghi ideali dai quali ammirare incantevoli panorami. Il vecchio Borgo, dove si susseguono antiche e suggestive abitazioni, è percorso da misteriosi vicoli e da caratteristiche scalinate acciottolate sulle quali si affacciano variopinti negozi con prodotti di ottima qualità. Seguite uno dei nostri percorsi alla scoperta del paese e della sua storia oppure abbandonatevi al vostro desiderio e gustate uno dei favolosi gelati locali ricchi di sapori e colori… o un caffè dall’aroma intenso ed irresistibile. Il clima è deliziosamente mite, ideale per una rilassante vacanza o per praticare vari sport in posti che hanno sempre, sullo sfondo, lo splendido scenario del lago e delle sue ville. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #bellagio 
📷 @pinkines
📍 #Portofino
⠀
Quella che vedete è Portofino: un condensato di chic. Perché se è vero che molte realtà marine sono assurte agli onori della cronaca rosa e detengono i primati di frequentazioni vip, nessun luogo mai come Portofino rimane però nell’immaginario collettivo come l’ unica, vera, località che rappresenta il massimo dell’esclusività a livello internazionale. E non è solo per il suo porticciolo, mitico e incantevole, che incornicia l’altrettanto mitica piazzetta. Portofino è particolarmente amata dai divi di Hollywood o dalle star della musica, che a partire dagli Anni ’50 del secolo scorso che arrivarono numerosissimi a visitare il famoso borgo.
Il monte che sovrasta il paese, è caratterizzato da suggestivi versanti rocciosi, che precipitano direttamente sul mare, regalando vedute mozzafiato ed è solcato da una fitta rete di sentieri tutti praticabili. Sulla baia di Portofino aleggiano diverse leggende o fatti misteriosi. Per esempio la leggenda narra che nella notte di San Giovanni Battista (24 giugno), sul Monte di Portofino, nel punto in cui si incrociano quattro sentieri, si radunino gli spiriti di tutti gli amanti che il destino non volle lasciare unire. Questa è anche l’unica notte nella quale si può raccogliere il miracoloso “olio di rovere”, uno speciale unguento, che per essere efficace deve essere raccolto fra il primo e l’ultimo rintocco della mezzanotte. Inquietante e suggestiva, anche la storia di Villa Altachiara, splendida dimora che il Conte di Carnarvon fece costruire nel 1874 per il figlio George Herbert, noto come Lord Carnarvon, egittologo finanziatore di campagne archeologiche in Egitto che portarono alla scoperta della Tomba di Tutankhamon. Secondo la leggenda la maledizione di Tutankhamon ricadrà su coloro che hanno violato il suo riposo. Lord Carnavon morì poco dopo per la puntura di un insetto, e presto Villa Altachiara divenne teatro di eventi funesti che si succedettero nel tempo fino ad arrivare alla morte della Contessa Francesca Vacca Augusta che scompare precipitando in mare dalla scogliera.
⠀
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy  #portofino
📷 @pinkines 📍 #Portofino  ⠀ Quella che vedete è Portofino: un condensato di chic. Perché se è vero che molte realtà marine sono assurte agli onori della cronaca rosa e detengono i primati di frequentazioni vip, nessun luogo mai come Portofino rimane però nell’immaginario collettivo come l’ unica, vera, località che rappresenta il massimo dell’esclusività a livello internazionale. E non è solo per il suo porticciolo, mitico e incantevole, che incornicia l’altrettanto mitica piazzetta. Portofino è particolarmente amata dai divi di Hollywood o dalle star della musica, che a partire dagli Anni ’50 del secolo scorso che arrivarono numerosissimi a visitare il famoso borgo. Il monte che sovrasta il paese, è caratterizzato da suggestivi versanti rocciosi, che precipitano direttamente sul mare, regalando vedute mozzafiato ed è solcato da una fitta rete di sentieri tutti praticabili. Sulla baia di Portofino aleggiano diverse leggende o fatti misteriosi. Per esempio la leggenda narra che nella notte di San Giovanni Battista (24 giugno), sul Monte di Portofino, nel punto in cui si incrociano quattro sentieri, si radunino gli spiriti di tutti gli amanti che il destino non volle lasciare unire. Questa è anche l’unica notte nella quale si può raccogliere il miracoloso “olio di rovere”, uno speciale unguento, che per essere efficace deve essere raccolto fra il primo e l’ultimo rintocco della mezzanotte. Inquietante e suggestiva, anche la storia di Villa Altachiara, splendida dimora che il Conte di Carnarvon fece costruire nel 1874 per il figlio George Herbert, noto come Lord Carnarvon, egittologo finanziatore di campagne archeologiche in Egitto che portarono alla scoperta della Tomba di Tutankhamon. Secondo la leggenda la maledizione di Tutankhamon ricadrà su coloro che hanno violato il suo riposo. Lord Carnavon morì poco dopo per la puntura di un insetto, e presto Villa Altachiara divenne teatro di eventi funesti che si succedettero nel tempo fino ad arrivare alla morte della Contessa Francesca Vacca Augusta che scompare precipitando in mare dalla scogliera. ⠀ 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #portofino 
📷 @selvaggialucarelli
📍#PolignanoAMare

Polignano a Mare, la “Sorrento di Puglia” , non starebbe là dove si trova oggi se un falchetto non avesse scelto di fermarsi proprio su quello scoglio. Ce lo dice la leggenda, secondo cui la flotta di Gaio Mario fu sorpresa da una tempesta mentre veleggiava in soccorso di Catulo. Il console romano liberò allora il suo falchetto: dove si fosse posato, lì lui e i suoi uomini avrebbero preso riparo e fondato una nuova città. Il falchetto atterrò sul dirupo di Polignano a Mare. E lì, da più di venti secoli, sta ancora, impresso e ricordato per sempre nello stemma della città di Polignano a Mare.

Se la leggenda aleggia accarezzando il mito, la storia tiene i piedi per terra e attribuisce la paternità della fondazione a Dionisio il Giovane, nel IV secolo a.C., che su questo sperone di roccia istituì un presidio per garantirsi la sicurezza delle rotte commerciali e militari in Adriatico. In realtà l’origine di Polignano a Mare potrebbe essere ancora più antica, visto che in tutta l’area del sud est barese sono state trovate tracce di vita organizzata risalenti al Neolitico: la vicinanza ai corsi d’acqua ed il clima mite incoraggiarono fin da allora gli insediamenti umani. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy  #polignano #italia
📷 @selvaggialucarelli 📍#PolignanoAMare  Polignano a Mare, la “Sorrento di Puglia” , non starebbe là dove si trova oggi se un falchetto non avesse scelto di fermarsi proprio su quello scoglio. Ce lo dice la leggenda, secondo cui la flotta di Gaio Mario fu sorpresa da una tempesta mentre veleggiava in soccorso di Catulo. Il console romano liberò allora il suo falchetto: dove si fosse posato, lì lui e i suoi uomini avrebbero preso riparo e fondato una nuova città. Il falchetto atterrò sul dirupo di Polignano a Mare. E lì, da più di venti secoli, sta ancora, impresso e ricordato per sempre nello stemma della città di Polignano a Mare. Se la leggenda aleggia accarezzando il mito, la storia tiene i piedi per terra e attribuisce la paternità della fondazione a Dionisio il Giovane, nel IV secolo a.C., che su questo sperone di roccia istituì un presidio per garantirsi la sicurezza delle rotte commerciali e militari in Adriatico. In realtà l’origine di Polignano a Mare potrebbe essere ancora più antica, visto che in tutta l’area del sud est barese sono state trovate tracce di vita organizzata risalenti al Neolitico: la vicinanza ai corsi d’acqua ed il clima mite incoraggiarono fin da allora gli insediamenti umani. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #polignano  #italia 
📷 @giusicasada
📍#SpiaggiaDelleSaline
⠀
La Spiaggia Le Saline di Stintino è un luogo piuttosto frequentato che si trova vicino alle strutture di antiche saline, esistenti fin dal Duecento, e agli edifici seicenteschi abbandonati della tonnara delle Saline. Si tratta di una lunga distesa di sabbia e ciottoli chiari che merita di essere scoperta, dominata da una torre spagnola tra le più antiche di tutta l'isola. Il mare è azzurro, limpido e trasparente, con un fondale piuttosto basso ideale per lunghe nuotate. Nei giorni in cui è battuta dal vento, Le Saline è molto frequentata anche dagli amanti del surf e dell'windsurf. Per raggiungere la spiaggia si prende la SS131 da Sassari in direzione Porto Torres, ove si lascia la statale proseguendo per Stintino. Poco prima di Stintino e della bella torre spagnola, nei pressi di una villa si deve svoltare a destra e prendere una stradina asfaltata che porta direttamente alla spiaggia.
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @giusicasada 📍#SpiaggiaDelleSaline  ⠀ La Spiaggia Le Saline di Stintino è un luogo piuttosto frequentato che si trova vicino alle strutture di antiche saline, esistenti fin dal Duecento, e agli edifici seicenteschi abbandonati della tonnara delle Saline. Si tratta di una lunga distesa di sabbia e ciottoli chiari che merita di essere scoperta, dominata da una torre spagnola tra le più antiche di tutta l'isola. Il mare è azzurro, limpido e trasparente, con un fondale piuttosto basso ideale per lunghe nuotate. Nei giorni in cui è battuta dal vento, Le Saline è molto frequentata anche dagli amanti del surf e dell'windsurf. Per raggiungere la spiaggia si prende la SS131 da Sassari in direzione Porto Torres, ove si lascia la statale proseguendo per Stintino. Poco prima di Stintino e della bella torre spagnola, nei pressi di una villa si deve svoltare a destra e prendere una stradina asfaltata che porta direttamente alla spiaggia. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #ig_italia_borghiecitta  #italy 
📷 @neumarc
📍#Venezia

A Venezia non ci sono vie o strade e nemmeno piazze o vicoli. A Venezia ci sono Calli, Campi e Campielli. L’unica cosa che non si discosta dalla tradizione della lingua italiana sono i Ponti. Anche a Venezia i Ponti si chiamano Ponti. Ma siccome Venezia ama distinguersi, di Ponti ne ha più di 340.
Ma l’urbanistica di Venezia riserva anche altre sorprese. Ad esempio ci sono le Fondamenta, le strade (ma non chiamatele mai così) che costeggiano i canali. Poi ci sono le Piscine, che al contrario di quanto si possa pensare non sono vasche per la pratica del nuoto, ma strade ricavate da interventi di interramento. Anche il Rio è diverso dal Canale. Il primo indica i corsi d’acqua (molti dei quali navigabili) del centro storico di Venezia che separano le insulae dove sorgono le abitazioni, i Canali invece sono le vere e proprie vie carrozzabili dai natanti che sono il principale mezzo di trasporto di Venezia. E come non ricordare il Sotopòrtego, i passaggi tra le Calli ricavati eliminando porzioni di case: attraverso i Sotopòrtego si accede alla Corte (piazzetta chiusa da edifici), o si uniscono Campi alle Fondamenta, o si accede direttamente ad una Riva. Ecco appunto ci mancava la Riva: sono così chiamati gli approdi lungo le sponde dei Canali o dei Rii.
Per i turisti che visitano Venezia ogni corso d’acqua è un Canale. Ma questo non è corretto. Infatti di Canali a Venezia ce ne sono meno di una decina: tutti gli altri sono Rii. I Canali veri e propri sono infatti solo il Canal Grande, il Canale di Cannaregio, il Canale della Giudecca e poi alcuni corsi d’acqua esterni alla città il cui tracciato è limitato da pali, le brìcole, o quelli che nel tempo sono stati inglobati nel corso di interventi di interramento. I Canali quindi sono corsi d’acqua tutti navigabili, al contrario dei Rii che non sempre lo sono.
Il resto della storia lo trovi nella pagina Facebook. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy  #venezia
📷 @neumarc 📍#Venezia 

A Venezia non ci sono vie o strade e nemmeno piazze o vicoli. A Venezia ci sono Calli, Campi e Campielli. L’unica cosa che non si discosta dalla tradizione della lingua italiana sono i Ponti. Anche a Venezia i Ponti si chiamano Ponti. Ma siccome Venezia ama distinguersi, di Ponti ne ha più di 340. Ma l’urbanistica di Venezia riserva anche altre sorprese. Ad esempio ci sono le Fondamenta, le strade (ma non chiamatele mai così) che costeggiano i canali. Poi ci sono le Piscine, che al contrario di quanto si possa pensare non sono vasche per la pratica del nuoto, ma strade ricavate da interventi di interramento. Anche il Rio è diverso dal Canale. Il primo indica i corsi d’acqua (molti dei quali navigabili) del centro storico di Venezia che separano le insulae dove sorgono le abitazioni, i Canali invece sono le vere e proprie vie carrozzabili dai natanti che sono il principale mezzo di trasporto di Venezia. E come non ricordare il Sotopòrtego, i passaggi tra le Calli ricavati eliminando porzioni di case: attraverso i Sotopòrtego si accede alla Corte (piazzetta chiusa da edifici), o si uniscono Campi alle Fondamenta, o si accede direttamente ad una Riva. Ecco appunto ci mancava la Riva: sono così chiamati gli approdi lungo le sponde dei Canali o dei Rii. Per i turisti che visitano Venezia ogni corso d’acqua è un Canale. Ma questo non è corretto. Infatti di Canali a Venezia ce ne sono meno di una decina: tutti gli altri sono Rii. I Canali veri e propri sono infatti solo il Canal Grande, il Canale di Cannaregio, il Canale della Giudecca e poi alcuni corsi d’acqua esterni alla città il cui tracciato è limitato da pali, le brìcole, o quelli che nel tempo sono stati inglobati nel corso di interventi di interramento. I Canali quindi sono corsi d’acqua tutti navigabili, al contrario dei Rii che non sempre lo sono. Il resto della storia lo trovi nella pagina Facebook. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #venezia 
📷 @mimmomandrone
📍#PortoCervo
⠀
Buongiorno ragazzi, una storia racconta che dal mare un Principe ismaelita approda per caso nel fiordo naturale di Porto Cervo e ne rimane stregato. Sono gli anni ’60 ed è amore a prima vista tra Karim Aga Khan IV, principe arabo e imam musulmano, e un tratto di Sardegna selvaggia e bellissima, un diamante grezzo avvolto dai profumi della macchia mediterranea, che dalle montagne degrada verso il mare incorniciando incantevoli spiagge. La sua preferita diventa la spiaggia del Principe, un arco di sabbia bianca circondato da uno scenario mozzafiato sul fondo di una profonda insenatura protetta da un promontorio di graniti rosa. Esclusiva per la sua bellezza, ma aperta a tutti: con una passeggiata di pochi minuti si arriva nel cuore verde, rosa, turchese e blu della Costa Smeralda, come il Principe ribattezzò questa parte di Gallura.
Dopo il suo arrivo, architetti e artisti ‘pensano’ lo stile della Costa Smeralda traendo ispirazione dai piccoli villaggi sardi, dagli stazzi, dai pinnettos dei pastori e persino dai nuraghi e dalle domus de Janas. Colgono la perfetta armonia tra la dignitosa semplicità delle costruzioni arcaiche e tradizionali e la selvaggia natura che le circondano. Osservano l’assenza di linee rigide, i muri non a squadra, i pilastri irregolari, la pietra a secco e l’uso di materiali naturali: travi di tronchi di ginepro, solai di canne intrecciate, intonaci impastati con granito macinato e colorati con pigmenti naturali.
Resort da favola e case mimetizzate nella macchia mediterranea e tra le rocce. L’architettura della Costa Smeralda elabora i segni della cultura locale e decora con i colori dei costumi tradizionali e i disegni dei tessuti. I geniali architetti, insieme agli artigiani sardi del ferro, del legno e della pietra danno corpo e vita a uno stile semplice e raffinato: non violano la natura solitaria e silenziosa, ma la rispettano e ricambiano regalando opere di cui tutti possono godere, come la chiesa di Stella Maris, affacciata sulla marina vecchia di Porto Cervo. ⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @mimmomandrone 📍#PortoCervo  ⠀ Buongiorno ragazzi, una storia racconta che dal mare un Principe ismaelita approda per caso nel fiordo naturale di Porto Cervo e ne rimane stregato. Sono gli anni ’60 ed è amore a prima vista tra Karim Aga Khan IV, principe arabo e imam musulmano, e un tratto di Sardegna selvaggia e bellissima, un diamante grezzo avvolto dai profumi della macchia mediterranea, che dalle montagne degrada verso il mare incorniciando incantevoli spiagge. La sua preferita diventa la spiaggia del Principe, un arco di sabbia bianca circondato da uno scenario mozzafiato sul fondo di una profonda insenatura protetta da un promontorio di graniti rosa. Esclusiva per la sua bellezza, ma aperta a tutti: con una passeggiata di pochi minuti si arriva nel cuore verde, rosa, turchese e blu della Costa Smeralda, come il Principe ribattezzò questa parte di Gallura. Dopo il suo arrivo, architetti e artisti ‘pensano’ lo stile della Costa Smeralda traendo ispirazione dai piccoli villaggi sardi, dagli stazzi, dai pinnettos dei pastori e persino dai nuraghi e dalle domus de Janas. Colgono la perfetta armonia tra la dignitosa semplicità delle costruzioni arcaiche e tradizionali e la selvaggia natura che le circondano. Osservano l’assenza di linee rigide, i muri non a squadra, i pilastri irregolari, la pietra a secco e l’uso di materiali naturali: travi di tronchi di ginepro, solai di canne intrecciate, intonaci impastati con granito macinato e colorati con pigmenti naturali. Resort da favola e case mimetizzate nella macchia mediterranea e tra le rocce. L’architettura della Costa Smeralda elabora i segni della cultura locale e decora con i colori dei costumi tradizionali e i disegni dei tessuti. I geniali architetti, insieme agli artigiani sardi del ferro, del legno e della pietra danno corpo e vita a uno stile semplice e raffinato: non violano la natura solitaria e silenziosa, ma la rispettano e ricambiano regalando opere di cui tutti possono godere, come la chiesa di Stella Maris, affacciata sulla marina vecchia di Porto Cervo. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #ig_italia_borghiecitta  #italy 
📷 @domynikc
📍#Napoli
⠀
Le origini del palazzo risalgono alla fine degli anni trenta del 1600, quando venne innalzato per la volontà di donna Anna Carafa, consorte del viceré Ramiro Núñez de Guzmán, duca di Medina de las Torres. Il progetto per la realizzazione fu commissionato al più importante architetto della città di quel periodo, Cosimo Fanzago, che nel 1642 approntò un disegno secondo i canoni del barocco napoletano che prevedesse tra le altre cose anche la realizzazione di un doppio punto d'ingresso, uno sul mare ed uno da una via carrozzabile che si estendeva lungo la costa di Posillipo (che conduce al cortile interno dell'edificio). Per la costruzione del palazzo, fu necessario demolire una preesistente abitazione cinquecentesca (villa Bonifacio). Il Fanzago, però, non riuscì a completare l'opera per via della prematura morte di donn'Anna, avvenuta in un contesto di insorgenza popolare a causa della temporanea caduta del viceregno spagnolo, con la conseguente fuga del marito della stessa verso Madrid.
L'edificio rimasto incompiuto assunse lo spettacolare fascino di una rovina antica confusa fra i resti delle ville romane che caratterizzano il litorale di Posillipo e fra gli anfratti delle grotte. Nell'interno, di notevole interesse è il teatro, aperto verso il mare e dal quale si gode un bel panorama della città partenopea, sede della Fondazione culturale Ezio De Felice.
Il palazzo subì alcuni danni durante la rivolta di Masaniello del 1647 e durante il terremoto del 1688. Nel corso del XIX secolo sono stati numerosi i passaggi di proprietà che hanno visto i legittimi proprietari provare di volta in volta a modificare la destinazione d'uso[2] della struttura, facendola diventare prima una fabbrica di cristalli (1824) e poi un albergo (con l'acquisto dei Geisser nel 1870 circa). Negli anni successivi si sono succeduti ancora altri proprietari, come la Banca d'Italia nel 1894 ed i Genevois due anni più tardi.
L'edificio non è oggi visitabile e non costituisce alcun polo museale, in quanto interamente utilizzato come abitazione privata (diviso in vari condomini). Il punto d'accesso a terzi, più vicino al palazzo, è rappresentato dall'adiacente spiaggia
📷 @domynikc 📍#Napoli  ⠀ Le origini del palazzo risalgono alla fine degli anni trenta del 1600, quando venne innalzato per la volontà di donna Anna Carafa, consorte del viceré Ramiro Núñez de Guzmán, duca di Medina de las Torres. Il progetto per la realizzazione fu commissionato al più importante architetto della città di quel periodo, Cosimo Fanzago, che nel 1642 approntò un disegno secondo i canoni del barocco napoletano che prevedesse tra le altre cose anche la realizzazione di un doppio punto d'ingresso, uno sul mare ed uno da una via carrozzabile che si estendeva lungo la costa di Posillipo (che conduce al cortile interno dell'edificio). Per la costruzione del palazzo, fu necessario demolire una preesistente abitazione cinquecentesca (villa Bonifacio). Il Fanzago, però, non riuscì a completare l'opera per via della prematura morte di donn'Anna, avvenuta in un contesto di insorgenza popolare a causa della temporanea caduta del viceregno spagnolo, con la conseguente fuga del marito della stessa verso Madrid. L'edificio rimasto incompiuto assunse lo spettacolare fascino di una rovina antica confusa fra i resti delle ville romane che caratterizzano il litorale di Posillipo e fra gli anfratti delle grotte. Nell'interno, di notevole interesse è il teatro, aperto verso il mare e dal quale si gode un bel panorama della città partenopea, sede della Fondazione culturale Ezio De Felice. Il palazzo subì alcuni danni durante la rivolta di Masaniello del 1647 e durante il terremoto del 1688. Nel corso del XIX secolo sono stati numerosi i passaggi di proprietà che hanno visto i legittimi proprietari provare di volta in volta a modificare la destinazione d'uso[2] della struttura, facendola diventare prima una fabbrica di cristalli (1824) e poi un albergo (con l'acquisto dei Geisser nel 1870 circa). Negli anni successivi si sono succeduti ancora altri proprietari, come la Banca d'Italia nel 1894 ed i Genevois due anni più tardi. L'edificio non è oggi visitabile e non costituisce alcun polo museale, in quanto interamente utilizzato come abitazione privata (diviso in vari condomini). Il punto d'accesso a terzi, più vicino al palazzo, è rappresentato dall'adiacente spiaggia
📷 @lacerti
📍#Furore
⠀
Un paese vero e proprio, come siamo abituati a pensarlo, a Furore non esiste. O meglio: Furore è indicato come Comune della provincia di Salerno; è ben visibile sulle mappe della Costiera Amalfitana, tra Conca dei Marini e Praiano; è una rinomata località turistica; ha un nome decisamente evocativo. Insomma avrebbe tutti gli elementi per essere un paese come tutti gli altri. E invece no.
Perché Furore, al contrario di tutti i borghi e le città italiane, non ha una piazza principale su cui si ergono la Chiesa, il palazzo del Comune e il più classico dei Bar dello Sport. Furore è invece un centro abitato sparso sui fianchi di una montagna, con vicoli, stradine e scale che portano a gruppi di case, alcune antiche altre più nuove, e a ben tre chiese principali: il paese è distribuito su un crinale che finisce a picco nel mare della Costa di Amalfi. I turisti più distratti che in macchina percorrono la statale della Costiera SS163 Amalfitana, corrono il rischio di lasciarsi alle spalle il paese una volta ammirato il Fiordo per cui questa località è famosa nel mondo. Il borgo sparso merita invece di essere visitato proprio per la sua particolarità, per il suo Non Essereun paese come tutti gli altri. Dalla spiaggia di Furore si inerpicano scalinate e sentieri tra ulivi e limoni che raggiungono i monazzeni, le caratteristiche case del paese che non c’è.
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy  #furore
📷 @lacerti 📍#Furore  ⠀ Un paese vero e proprio, come siamo abituati a pensarlo, a Furore non esiste. O meglio: Furore è indicato come Comune della provincia di Salerno; è ben visibile sulle mappe della Costiera Amalfitana, tra Conca dei Marini e Praiano; è una rinomata località turistica; ha un nome decisamente evocativo. Insomma avrebbe tutti gli elementi per essere un paese come tutti gli altri. E invece no. Perché Furore, al contrario di tutti i borghi e le città italiane, non ha una piazza principale su cui si ergono la Chiesa, il palazzo del Comune e il più classico dei Bar dello Sport. Furore è invece un centro abitato sparso sui fianchi di una montagna, con vicoli, stradine e scale che portano a gruppi di case, alcune antiche altre più nuove, e a ben tre chiese principali: il paese è distribuito su un crinale che finisce a picco nel mare della Costa di Amalfi. I turisti più distratti che in macchina percorrono la statale della Costiera SS163 Amalfitana, corrono il rischio di lasciarsi alle spalle il paese una volta ammirato il Fiordo per cui questa località è famosa nel mondo. Il borgo sparso merita invece di essere visitato proprio per la sua particolarità, per il suo Non Essereun paese come tutti gli altri. Dalla spiaggia di Furore si inerpicano scalinate e sentieri tra ulivi e limoni che raggiungono i monazzeni, le caratteristiche case del paese che non c’è. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #furore 
📷 @gyanyieniko
📍#Amalfi
⠀
La Costiera Amalfitana non è un luogo geografico, ma un’entità. Quando si pensa a questa terra viene in mente una canzone di Lucio Dalla “Com’è profondo il mare”, non solo perché si affaccia sul Tirreno.
Chi conosce il testo, sa benissimo che c’è un’inquietudine di fondo che si combatte a colpi di fantasia e ironia.
La sinuosità della SS 163 è un crescendo di emozioni che seguono le note del cantautore.
Terra di incursioni barbariche che hanno lasciato un’impronta indelebile, e al tempo stesso terra di colori e di profumi, quello per la Costiera Amalfitana è amore a prima vista, destinato a durare per sempre.
Quello che sorprende è il paesaggio spettinato e selvaggio, caratteristica comune dei paesi della Costiera Amalfitana, piccole perle preziose incastonate nella roccia, le cui costruzioni si trovano a picco sul mare, in bilico tra la brulicante vita e la libertà in senso assoluto.
La speculazione edilizia degli anni ’70 è stata fermata giusto in tempo, evitando che che le colate di cemento coprissero quello che la natura ha creato. Non è un caso se l’Unesco ha dichiarato la Costiera Amalfitana patrimonio dell’Umanità.
L’estate è il periodo dell’anno in cui le strade della Costa d’Amalfi brulicano di gente.
C’è chi sceglie le mete più modaiole come Positano, Amalfi e Ravello, ma altre piccoli borghi come Maiori, Minori e Cetara, meritano di essere visitati. Possibilmente a piedi, spostandosi con i mezzi pubblici.
Il traffico continua ad essere uno dei problemi principali della Costiera Amalfitana: gli spazi adibiti alla sosta dei veicoli sono pochi e costosi, quindi spesso si è costretti a lasciare l’auto molto distante rispetto al luogo che si deve raggiungere. ⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @gyanyieniko 📍#Amalfi  ⠀ La Costiera Amalfitana non è un luogo geografico, ma un’entità. Quando si pensa a questa terra viene in mente una canzone di Lucio Dalla “Com’è profondo il mare”, non solo perché si affaccia sul Tirreno. Chi conosce il testo, sa benissimo che c’è un’inquietudine di fondo che si combatte a colpi di fantasia e ironia. La sinuosità della SS 163 è un crescendo di emozioni che seguono le note del cantautore. Terra di incursioni barbariche che hanno lasciato un’impronta indelebile, e al tempo stesso terra di colori e di profumi, quello per la Costiera Amalfitana è amore a prima vista, destinato a durare per sempre. Quello che sorprende è il paesaggio spettinato e selvaggio, caratteristica comune dei paesi della Costiera Amalfitana, piccole perle preziose incastonate nella roccia, le cui costruzioni si trovano a picco sul mare, in bilico tra la brulicante vita e la libertà in senso assoluto. La speculazione edilizia degli anni ’70 è stata fermata giusto in tempo, evitando che che le colate di cemento coprissero quello che la natura ha creato. Non è un caso se l’Unesco ha dichiarato la Costiera Amalfitana patrimonio dell’Umanità. L’estate è il periodo dell’anno in cui le strade della Costa d’Amalfi brulicano di gente. C’è chi sceglie le mete più modaiole come Positano, Amalfi e Ravello, ma altre piccoli borghi come Maiori, Minori e Cetara, meritano di essere visitati. Possibilmente a piedi, spostandosi con i mezzi pubblici. Il traffico continua ad essere uno dei problemi principali della Costiera Amalfitana: gli spazi adibiti alla sosta dei veicoli sono pochi e costosi, quindi spesso si è costretti a lasciare l’auto molto distante rispetto al luogo che si deve raggiungere. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #ig_italia_borghiecitta  #italy 
📷 @light.travels
📍Roma
⠀
Tutti coloro che sono stati a visitare Roma andando a vedere la Fontana di Trevi non possono non aver tirato la moneta per esprimere un desiderio, ebbene questo rituale s’ispira al film “Tre soldi nella fontana di Trevi” dove si diceva che occorreva gettare tre monete nella fontana: la prima garantirà il ritorno a Roma, la seconda porterà una nuova storia d’amore, mentre la terza porterà al matrimonio.

Non è però certamente l’unica leggenda. Si narra che il vaso raffigurato sul muro che circonda la fontana all’angolo con via della Stamperia non sia stato scolpito per caso da Nicolò Salvi, pare difatti che l’architetto non andasse d’accordo con un barbiere che lavorava lì accanto e che criticava continuamente il suo lavoro, così Salvi gli piazzò davanti questo vaso di modo che gli fosse preclusa la visuale dei lavori.

Inoltre sapete perchè lo stemma Papale reca raffigurate una banda orizzontale e delle bande oblique? Perchè chiaramente i colori non potevano essere scolpiti così allo scultore venne in mente di rappresentare i colori con delle bande: obliquo rosse ed orizzontale blu.
⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #roma
📷 @light.travels 📍Roma ⠀ Tutti coloro che sono stati a visitare Roma andando a vedere la Fontana di Trevi non possono non aver tirato la moneta per esprimere un desiderio, ebbene questo rituale s’ispira al film “Tre soldi nella fontana di Trevi” dove si diceva che occorreva gettare tre monete nella fontana: la prima garantirà il ritorno a Roma, la seconda porterà una nuova storia d’amore, mentre la terza porterà al matrimonio. Non è però certamente l’unica leggenda. Si narra che il vaso raffigurato sul muro che circonda la fontana all’angolo con via della Stamperia non sia stato scolpito per caso da Nicolò Salvi, pare difatti che l’architetto non andasse d’accordo con un barbiere che lavorava lì accanto e che criticava continuamente il suo lavoro, così Salvi gli piazzò davanti questo vaso di modo che gli fosse preclusa la visuale dei lavori. Inoltre sapete perchè lo stemma Papale reca raffigurate una banda orizzontale e delle bande oblique? Perchè chiaramente i colori non potevano essere scolpiti così allo scultore venne in mente di rappresentare i colori con delle bande: obliquo rosse ed orizzontale blu. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #roma 
📷 @boyanoo
📍#Pisa
⠀
È la famosa torre pendente che rende Pisa conosciuta il tutto il mondo, ma la città offre anche molte altre cose interessanti da vedere e vale la pena di trascorrerci almeno una giornata.
Arrivando nella bellissima Piazza dei Miracoli, l’occhio viene indubbiamente catturato dalla Torre e, non possiamo negarlo, l’esperienza di salire sulla sua cima è incredibile ed assolutamente da non perdere (potete acquistare i biglietti anche in anticipo!
Una volta apprezzata la Torre di Pisa da ogni angolazione (compresa, se volete, la classica foto in cui fingete di sorreggerla…), continuate la vostra visita agli altri monumenti della Piazza: la Cattedrale e il Battistero. Lungo il perimetro della piazza troverete anche il Camposanto, Il Museo dell'Opera del Duomo e il Museo delle Sinopie. Godetevi quindi una bella passeggiata lungo l’Arno e raggiungete anche l’antico Palazzo dell’Orologio e Piazza dei Cavalieri, un tempo luogo dove si accentrava il potere della città e poi sede dell' Ordine Cavalieri di Santo Stefano. Nel Palazzo della Carovana affacciato sulla piazza si trova inoltre la prestigiosa Scuola Normale di Pisa.
Un’altra cosa da non perdere a Pisa? La cecina ovvero una sorta di torta salata molto sottile fatta con sola farina di ceci, olio, sale e acqua. Si mangia da sola o dentro ad una focaccina. Una vera golosità! ⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @boyanoo 📍#Pisa  ⠀ È la famosa torre pendente che rende Pisa conosciuta il tutto il mondo, ma la città offre anche molte altre cose interessanti da vedere e vale la pena di trascorrerci almeno una giornata. Arrivando nella bellissima Piazza dei Miracoli, l’occhio viene indubbiamente catturato dalla Torre e, non possiamo negarlo, l’esperienza di salire sulla sua cima è incredibile ed assolutamente da non perdere (potete acquistare i biglietti anche in anticipo! Una volta apprezzata la Torre di Pisa da ogni angolazione (compresa, se volete, la classica foto in cui fingete di sorreggerla…), continuate la vostra visita agli altri monumenti della Piazza: la Cattedrale e il Battistero. Lungo il perimetro della piazza troverete anche il Camposanto, Il Museo dell'Opera del Duomo e il Museo delle Sinopie. Godetevi quindi una bella passeggiata lungo l’Arno e raggiungete anche l’antico Palazzo dell’Orologio e Piazza dei Cavalieri, un tempo luogo dove si accentrava il potere della città e poi sede dell' Ordine Cavalieri di Santo Stefano. Nel Palazzo della Carovana affacciato sulla piazza si trova inoltre la prestigiosa Scuola Normale di Pisa. Un’altra cosa da non perdere a Pisa? La cecina ovvero una sorta di torta salata molto sottile fatta con sola farina di ceci, olio, sale e acqua. Si mangia da sola o dentro ad una focaccina. Una vera golosità! ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #ig_italia_borghiecitta  #italy 
📷 @luigi_farina73
📍#CalaCoticcio
⠀
Buongiorno ragazzi, tra i simboli più riconoscibili e amati del Parco Nazionale dell’Arcipelago de La Maddalena – nel nord est della Sardegna – c’è anche la splendida Cala Coticcio a Caprera, una spiaggetta nascosta tra le rocce della parte orientale dell’isola, una sorta di piscina naturale dalle incredibile acque turchesi, un’autentico acquario con tanti pesci e stelle marine che, essendo tutta l’area riserva naturale, non si possono e non si devono cogliere. Paradiso quindi chi ama lo snorkeling questa spiaggia è conosciuta anche con il sopranome di Tahiti, dovuto proprio alla sua straordinaria bellezza. Le spiaggette in realtà sono due e la più famosa è la seconda, quella con lo scoglio al centro dal quale è impossibile non provare l’ebbrezza di un tuffo in Paradiso.
A Cala Coticcio si può arrivare molto facilmente via mare, affittando un gommone o partecipando a uno dei tanti tour che quotidianamente portano i turisti a visitare l’arcipelago de La Maddalena, in alta stagione si può infatti osservare un gran numero di barche e yacht chiudere quasi l’orizzonte di questa piccola baia.
Non è l’unica buona ragione per la quale si consiglia di andarci soprattutto in bassa stagione, la spiaggetta infatti per quanto doppia è molto piccola, difficilmente ci stanno più di 30 persone, senza contare che il percorso via terra è un lungo e impegnativo sentiero che si snoda nella roccia, soprattutto la parte finale può mettere in difficoltà più di una persona e per completarlo ci voglio circa 35/40 minuti (se amate fare foto o non siete in gran forma fisica anche un’ora).
⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @luigi_farina73 📍#CalaCoticcio  ⠀ Buongiorno ragazzi, tra i simboli più riconoscibili e amati del Parco Nazionale dell’Arcipelago de La Maddalena – nel nord est della Sardegna – c’è anche la splendida Cala Coticcio a Caprera, una spiaggetta nascosta tra le rocce della parte orientale dell’isola, una sorta di piscina naturale dalle incredibile acque turchesi, un’autentico acquario con tanti pesci e stelle marine che, essendo tutta l’area riserva naturale, non si possono e non si devono cogliere. Paradiso quindi chi ama lo snorkeling questa spiaggia è conosciuta anche con il sopranome di Tahiti, dovuto proprio alla sua straordinaria bellezza. Le spiaggette in realtà sono due e la più famosa è la seconda, quella con lo scoglio al centro dal quale è impossibile non provare l’ebbrezza di un tuffo in Paradiso. A Cala Coticcio si può arrivare molto facilmente via mare, affittando un gommone o partecipando a uno dei tanti tour che quotidianamente portano i turisti a visitare l’arcipelago de La Maddalena, in alta stagione si può infatti osservare un gran numero di barche e yacht chiudere quasi l’orizzonte di questa piccola baia. Non è l’unica buona ragione per la quale si consiglia di andarci soprattutto in bassa stagione, la spiaggetta infatti per quanto doppia è molto piccola, difficilmente ci stanno più di 30 persone, senza contare che il percorso via terra è un lungo e impegnativo sentiero che si snoda nella roccia, soprattutto la parte finale può mettere in difficoltà più di una persona e per completarlo ci voglio circa 35/40 minuti (se amate fare foto o non siete in gran forma fisica anche un’ora). ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #ig_italia_borghiecitta  #italy 
📷 @eddiestrano
📍#Marzamemi
⠀
⠀
Quello che vedete nella foto è Marzamemi, il borgo è nato attorno all'approdo, poi divenuto porto da pesca, e si è sviluppato grazie a quest'ultima attività, molto praticata ancor oggi, dotandosi anche di una Tonnara, tra le più importanti della Sicilia. La tonnara di Marzamemi risale al tempo della dominazione degli arabi in Sicilia. Nel 1630 venne venduta dal proprietario al Principe di Villadorata. I Villadorata potenziarono i fabbricati della tonnara portando da Avola e da Siracusa degli abili carpentieri, che poi rimasero residenti a Marzamemi.

Nel 1752 costruirono il palazzo e la chiesa della tonnara, e le casette dei marinai.

Nel 1912 fu costruito a Marzamemi uno stabilimento di lavorazione del tonno salato e in seguito del tonno sottolio. La pesca della tonnara fu abbondante fino al dopoguerra.
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy  #marzamemi #igca_229
📷 @eddiestrano 📍#Marzamemi  ⠀ ⠀ Quello che vedete nella foto è Marzamemi, il borgo è nato attorno all'approdo, poi divenuto porto da pesca, e si è sviluppato grazie a quest'ultima attività, molto praticata ancor oggi, dotandosi anche di una Tonnara, tra le più importanti della Sicilia. La tonnara di Marzamemi risale al tempo della dominazione degli arabi in Sicilia. Nel 1630 venne venduta dal proprietario al Principe di Villadorata. I Villadorata potenziarono i fabbricati della tonnara portando da Avola e da Siracusa degli abili carpentieri, che poi rimasero residenti a Marzamemi. Nel 1752 costruirono il palazzo e la chiesa della tonnara, e le casette dei marinai. Nel 1912 fu costruito a Marzamemi uno stabilimento di lavorazione del tonno salato e in seguito del tonno sottolio. La pesca della tonnara fu abbondante fino al dopoguerra. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #marzamemi  #igca_229 
📷 @thedaydreamings
📍#Venezia
Ogni città ha la sua storia e le sue tradizioni. Ma anche le sue curiosità, a volte note a volte meno note. Anche Venezia ha le sue. Eccone di seguito alcune.
Iniziamo dal campanile di San Marco chiamato affettuosamente dai veneziani “el paròn de casa”, il campanile nacque con una funzione di torre di avvistamento e di faro. Solo più tardi fu posta in cima la statua dorata dell’arcangelo Gabriele. Il campanile durante i secoli fu più volte colpito dai fulmini e dai terremoti, ma nel 1902 crollò improvvisamente su se stesso senza causare vittime. Leggenda narra che la statua intatta dell’angelo finì sui gradini della porta centrale della basilica di San Marco senza provocare danni.

2) Calletta Varisco è la calle più stretta della città: è larga solamente 53 centimetri
3) La Basilica di San Marco, fino al 1807, non fungeva da cattedrale. Si trattava della cappella personale dei Dogi.
4) A Venezia nacqua la prima casa da gioco pubblica del mondo, per limitare il gioco d'azzardo e dare una morale agli usi dei nobili veneziani
5) I soldi, in veneziano, vengono chiamati schei. Il termine dervia da una moneta che circolava durante la dominazione asburgica della laguna, su cui era incisa la scritta "Scheidenmunze".
6) Elena Lucrezia Cornaro Psicopia fu la prima donna a laurearsi al mondo. Veneziana, si laureò in Teologia all'università di Padova
7) I leoni che si trovano all'entrata dell'Arsenale provengono da località differenti. Il più grande venne rubato dal porto di Pireo di Atene
8) Ciao, il comune modo di salutarsi, è entrato a far parte della lingua italiana solo all'inizio del '900. Deriva dal veneziano sciavo, ovvero "schiavo"
9) Il ponte del Diavolo è così chiamato perché i suoi gradini erano molto ripidi, e non era raro che i passanti ci inciampassero
10) Venezia fu fondata per sfuggire agli assalti degli Unni di Attila, che racconta la storia fossero "allergici" all'acqua.
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy  #venezia
📷 @thedaydreamings 📍#Venezia  Ogni città ha la sua storia e le sue tradizioni. Ma anche le sue curiosità, a volte note a volte meno note. Anche Venezia ha le sue. Eccone di seguito alcune. Iniziamo dal campanile di San Marco chiamato affettuosamente dai veneziani “el paròn de casa”, il campanile nacque con una funzione di torre di avvistamento e di faro. Solo più tardi fu posta in cima la statua dorata dell’arcangelo Gabriele. Il campanile durante i secoli fu più volte colpito dai fulmini e dai terremoti, ma nel 1902 crollò improvvisamente su se stesso senza causare vittime. Leggenda narra che la statua intatta dell’angelo finì sui gradini della porta centrale della basilica di San Marco senza provocare danni. 2) Calletta Varisco è la calle più stretta della città: è larga solamente 53 centimetri 3) La Basilica di San Marco, fino al 1807, non fungeva da cattedrale. Si trattava della cappella personale dei Dogi. 4) A Venezia nacqua la prima casa da gioco pubblica del mondo, per limitare il gioco d'azzardo e dare una morale agli usi dei nobili veneziani 5) I soldi, in veneziano, vengono chiamati schei. Il termine dervia da una moneta che circolava durante la dominazione asburgica della laguna, su cui era incisa la scritta "Scheidenmunze". 6) Elena Lucrezia Cornaro Psicopia fu la prima donna a laurearsi al mondo. Veneziana, si laureò in Teologia all'università di Padova 7) I leoni che si trovano all'entrata dell'Arsenale provengono da località differenti. Il più grande venne rubato dal porto di Pireo di Atene 8) Ciao, il comune modo di salutarsi, è entrato a far parte della lingua italiana solo all'inizio del '900. Deriva dal veneziano sciavo, ovvero "schiavo" 9) Il ponte del Diavolo è così chiamato perché i suoi gradini erano molto ripidi, e non era raro che i passanti ci inciampassero 10) Venezia fu fondata per sfuggire agli assalti degli Unni di Attila, che racconta la storia fossero "allergici" all'acqua. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #venezia 
📷 @ournextflight
📍Alberobello
⠀
⠀
La storia di questi edifici molto particolari è legata a un editto del Regno di Napoli che nel XV secolo sottoponeva ad un tributo ogni nuovo insediamento urbano. I conti di Conversano, proprietari del territorio su cui sorge oggi Alberobello, imposero allora ai contadini inviati in queste terre di edificare a secco, senza utilizzare malta, le loro abitazioni, in modo che esse potessero configurarsi come costruzioni precarie, di facile demolizione.

Dovendo quindi utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono nella forma rotonda con tetto a cupola autoportante, composto di cerchi di pietre sovrapposti, la configurazione più semplice e solida. I tetti a cupola dei trulli sono abbelliti con pinnacoli decorativi, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi.
⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #alberobello
📷 @ournextflight 📍Alberobello ⠀ ⠀ La storia di questi edifici molto particolari è legata a un editto del Regno di Napoli che nel XV secolo sottoponeva ad un tributo ogni nuovo insediamento urbano. I conti di Conversano, proprietari del territorio su cui sorge oggi Alberobello, imposero allora ai contadini inviati in queste terre di edificare a secco, senza utilizzare malta, le loro abitazioni, in modo che esse potessero configurarsi come costruzioni precarie, di facile demolizione. Dovendo quindi utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono nella forma rotonda con tetto a cupola autoportante, composto di cerchi di pietre sovrapposti, la configurazione più semplice e solida. I tetti a cupola dei trulli sono abbelliti con pinnacoli decorativi, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #alberobello 
📷 @idressitalian feat. @anaisadrl
📍#Capri
⠀
Sarà  solo la bellezza naturalistica? O forse le tracce di una storia che lascia tracce evidenti in ogni angolo? Non solo, chi conosce bene Capri sa che qui si incontra verità e fantasia per creare un’aura di leggenda che nessuno può ignorare. Anche perché è questo il bello di Capri: sembra di camminare in un sogno. Alcune leggende fanno parte della storia dell'isola, nell’Odissea, ad esempio, c’è un passaggio dedicato alle sirene, esseri mitologici che attiravano i marinai con un canto ipnotico verso gli scogli. Per poi ucciderli e divorarli. Le sembianze delle sirene si è evoluta nel tempo ma l’immaginario collettivo prevede un corpo metà donna e metà pesce. Dove vivono le sirene? La leggenda parla di Capri, a Marina Piccola.

In particolar modo qui c’è lo scoglio delle sirene, una penisola che taglia la spiaggia in due e affiora dal mare lasciando secche e scogli a pelo d’acqua. Proprio una combinazione ideale per un agguato marino, non credi? Omero sarebbe d’accordo, secondo me.

Una delle leggende storiche di Capri, così antica e sedimentata che ha nascosto per anni una delle meraviglie dell’isola azzurra. Un tempo la Grotta Azzurra era il ninfeo dell’Imperatore Tiberio, in seguito fu indicata come rifugio di spiriti e fantasmi. E nessuno entrò in questa splendida insenatura, i pescatori avevano paura di avventurarsi. Solo nel XIX secolo fu sfatata questa credenza.
D’altro canto c’è sempre stata un’altra leggenda ad animare i visitatori di questa caverna: un passaggio segreto che porta dalla Grotta Azzurra alla Villa di Damecuta, che si trova a centinaia di metri.
⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy  #capri
📷 @idressitalian feat. @anaisadrl 📍#Capri  ⠀ Sarà solo la bellezza naturalistica? O forse le tracce di una storia che lascia tracce evidenti in ogni angolo? Non solo, chi conosce bene Capri sa che qui si incontra verità e fantasia per creare un’aura di leggenda che nessuno può ignorare. Anche perché è questo il bello di Capri: sembra di camminare in un sogno. Alcune leggende fanno parte della storia dell'isola, nell’Odissea, ad esempio, c’è un passaggio dedicato alle sirene, esseri mitologici che attiravano i marinai con un canto ipnotico verso gli scogli. Per poi ucciderli e divorarli. Le sembianze delle sirene si è evoluta nel tempo ma l’immaginario collettivo prevede un corpo metà donna e metà pesce. Dove vivono le sirene? La leggenda parla di Capri, a Marina Piccola. In particolar modo qui c’è lo scoglio delle sirene, una penisola che taglia la spiaggia in due e affiora dal mare lasciando secche e scogli a pelo d’acqua. Proprio una combinazione ideale per un agguato marino, non credi? Omero sarebbe d’accordo, secondo me. Una delle leggende storiche di Capri, così antica e sedimentata che ha nascosto per anni una delle meraviglie dell’isola azzurra. Un tempo la Grotta Azzurra era il ninfeo dell’Imperatore Tiberio, in seguito fu indicata come rifugio di spiriti e fantasmi. E nessuno entrò in questa splendida insenatura, i pescatori avevano paura di avventurarsi. Solo nel XIX secolo fu sfatata questa credenza. D’altro canto c’è sempre stata un’altra leggenda ad animare i visitatori di questa caverna: un passaggio segreto che porta dalla Grotta Azzurra alla Villa di Damecuta, che si trova a centinaia di metri. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #instagramitalia  #ig_italia_borghiecitta  #italy  #capri 
📷 @roberto_lorenzo_photography
📍#Tropea
⠀
La sua morfologia è particolare; si divide infatti in due parti: la parte superiore, dove si trova la maggior parte della popolazione e dove si svolge la vita quotidiana del paese, e una parte inferiore (chiamata "Marina"), che si trova a ridosso del mare e del porto di Tropea. Tra le altre zone periferiche, vi sono la località "Carmine" e la località "Campo" (divisa a sua volta in "Campo di sopra", che è prevalentemente occupato da orti e campagne con qualche zona residenziale, e "Campo di Sotto", dove hanno sede la locale caserma del Comando dei Carabinieri, l'Ospedale Civile e l'indirizzo Alberghiero e per la Ristorazione dell'IS Tropea).
La città, nella parte superiore, si presenta costruita su una roccia a picco sul mare, ad un'altezza s.l.m. che varia tra circa 50 metri nel punto più basso e 61 metri nel punto più alto. L'abitato storico era un tempo cinto di mura e incastellato su di un lato; vi si poteva accedere solo attraverso delle porte provviste di sistemi di difesa..
⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @roberto_lorenzo_photography 📍#Tropea  ⠀ La sua morfologia è particolare; si divide infatti in due parti: la parte superiore, dove si trova la maggior parte della popolazione e dove si svolge la vita quotidiana del paese, e una parte inferiore (chiamata "Marina"), che si trova a ridosso del mare e del porto di Tropea. Tra le altre zone periferiche, vi sono la località "Carmine" e la località "Campo" (divisa a sua volta in "Campo di sopra", che è prevalentemente occupato da orti e campagne con qualche zona residenziale, e "Campo di Sotto", dove hanno sede la locale caserma del Comando dei Carabinieri, l'Ospedale Civile e l'indirizzo Alberghiero e per la Ristorazione dell'IS Tropea). La città, nella parte superiore, si presenta costruita su una roccia a picco sul mare, ad un'altezza s.l.m. che varia tra circa 50 metri nel punto più basso e 61 metri nel punto più alto. L'abitato storico era un tempo cinto di mura e incastellato su di un lato; vi si poteva accedere solo attraverso delle porte provviste di sistemi di difesa.. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #ig_italia_borghiecitta  #italy 
📷 @theindexe
📍#Amalfi
⠀
La Costiera Amalfitana non è un luogo geografico, ma un’entità. Quando si pensa a questa terra viene in mente una canzone di Lucio Dalla “Com’è profondo il mare”, non solo perché si affaccia sul Tirreno.
Chi conosce il testo, sa benissimo che c’è un’inquietudine di fondo che si combatte a colpi di fantasia e ironia.
La sinuosità della SS 163 è un crescendo di emozioni che seguono le note del cantautore.
Terra di incursioni barbariche che hanno lasciato un’impronta indelebile, e al tempo stesso terra di colori e di profumi, quello per la Costiera Amalfitana è amore a prima vista, destinato a durare per sempre.
Quello che sorprende è il paesaggio spettinato e selvaggio, caratteristica comune dei paesi della Costiera Amalfitana, piccole perle preziose incastonate nella roccia, le cui costruzioni si trovano a picco sul mare, in bilico tra la brulicante vita e la libertà in senso assoluto.
La speculazione edilizia degli anni ’70 è stata fermata giusto in tempo, evitando che che le colate di cemento coprissero quello che la natura ha creato. Non è un caso se l’Unesco ha dichiarato la Costiera Amalfitana patrimonio dell’Umanità.
L’estate è il periodo dell’anno in cui le strade della Costa d’Amalfi brulicano di gente.
C’è chi sceglie le mete più modaiole come Positano, Amalfi e Ravello, ma altre piccoli borghi come Maiori, Minori e Cetara, meritano di essere visitati. Possibilmente a piedi, spostandosi con i mezzi pubblici.
Il traffico continua ad essere uno dei problemi principali della Costiera Amalfitana: gli spazi adibiti alla sosta dei veicoli sono pochi e costosi, quindi spesso si è costretti a lasciare l’auto molto distante rispetto al luogo che si deve raggiungere. ⠀
👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @theindexe 📍#Amalfi  ⠀ La Costiera Amalfitana non è un luogo geografico, ma un’entità. Quando si pensa a questa terra viene in mente una canzone di Lucio Dalla “Com’è profondo il mare”, non solo perché si affaccia sul Tirreno. Chi conosce il testo, sa benissimo che c’è un’inquietudine di fondo che si combatte a colpi di fantasia e ironia. La sinuosità della SS 163 è un crescendo di emozioni che seguono le note del cantautore. Terra di incursioni barbariche che hanno lasciato un’impronta indelebile, e al tempo stesso terra di colori e di profumi, quello per la Costiera Amalfitana è amore a prima vista, destinato a durare per sempre. Quello che sorprende è il paesaggio spettinato e selvaggio, caratteristica comune dei paesi della Costiera Amalfitana, piccole perle preziose incastonate nella roccia, le cui costruzioni si trovano a picco sul mare, in bilico tra la brulicante vita e la libertà in senso assoluto. La speculazione edilizia degli anni ’70 è stata fermata giusto in tempo, evitando che che le colate di cemento coprissero quello che la natura ha creato. Non è un caso se l’Unesco ha dichiarato la Costiera Amalfitana patrimonio dell’Umanità. L’estate è il periodo dell’anno in cui le strade della Costa d’Amalfi brulicano di gente. C’è chi sceglie le mete più modaiole come Positano, Amalfi e Ravello, ma altre piccoli borghi come Maiori, Minori e Cetara, meritano di essere visitati. Possibilmente a piedi, spostandosi con i mezzi pubblici. Il traffico continua ad essere uno dei problemi principali della Costiera Amalfitana: gli spazi adibiti alla sosta dei veicoli sono pochi e costosi, quindi spesso si è costretti a lasciare l’auto molto distante rispetto al luogo che si deve raggiungere. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia  #italia  #ig_italia_borghiecitta  #italy 
Sentieri che portano a piccoli angoli di paradiso #marinadicamerota !
Don’t be afraid to dream big.
Don’t be afraid to dream big.
Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.
Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.
Uno è attratto dai posti in fondo al mondo perché pensa che lì potrà trovare quello che è in fondo a sé stesso.
Uno è attratto dai posti in fondo al mondo perché pensa che lì potrà trovare quello che è in fondo a sé stesso.